Un gelato e una medaglia. L’incontro fra Salvini e i cinque piccoli eroi dello scuolabus

Il ministro dell’Interno prima ha consegnato una medaglia al valore e poi ha portato tutti al bar Giolitti

Cittadinanza, medaglia al valore e gelato. Il vicepremier Matteo Salvini ha ricevuto al Viminale cinque dei ragazzi che la mattina del 20 marzo si trovavano a bordo di bus guidato da Ousseynou Sy. Cinque ragazzi scelti sui 51 passeggeri, quelli che hanno dimostrato più coraggio, nascondendo i telefoni o chiamando i carabinieri per spiegare quello che stava accadendo.

Fra questi c'erano anche Rami e Adam. Salvini ha promesso loro che avranno la cittadinanza italiana. A chi gli chiedeva quanto fosse pesata l'insistenza di Di Maio ha spiegato: «Mi sono convinto da solo». Il ministro dell'Interno ha consegnato a tutti e cinque i ragazzidue premi. Il primo era istituzionale: una medaglia al valore. L'altro meno: un gelato offerto al bar Giolitti, proprio davanti la sede del ministero dell'Interno.

Nelle ultime settimane la questione della cittadinanza a Rami e Adam era finita al centro di un lungo dibattito politico. Prima Salvini si era dichiarato a favore, pur sollevando qualche dubbio:«Sarei felicissimodi dare lacittadinanzaitaliana a Rami e stiamo facendo tutti gli approfondimenti del caso per verificare che non ci siano problemi».

Poi era tornato sui suoi passi, consigliando al ragazzo di origini egiziane di candidarsi per arrivare in Parlamento e cambiare la legge sullo Ius Soli. Parole che erano state criticate duramente da diverse voci, fra cui quella diPif, il regista diLa mafia uccide solo d'estate. L'indecisione (e le allusioni)del ministro aveva lasciato pensare che ci fossero problemi con il passato del padre di Rami, legati a qualche precedente penale.

Supposizioni smentite subito dalla famiglia. Alla fine la cittadinanza è arrivata, sia per lui che per Adam, un altro ragazzo nato in Italia da genitori stranieri che su quel bus aveva allertato i carabinieri. Una scelta che chiude un capitolo, come spiega Salvini: «Ora mi auguro che si chiuda un percorso di vita e mediatico che restituisca i bimbi alle loro scuole».