Famiglia, aborto, ruolo delle donne: il Congresso di Verona in 8 frasi

Il 31 marzo si è conclusa la tre giorni che ha diviso governo e opinione pubblica. Dal presidente dell’associazione pro-vita CitizenGo a Luca Zaia, ecco cosa ricorderemo del Congresso di Verona

Il Congresso delle famiglie di Verona ha diviso il Governo e l'opinione pubblica, ben rappresentata dai due cortei che si sono succeduti nel week end: la marcia dei 30 mila, arrivati da tutta Italia per dire "no" ai principi ispiratori dell'evento e la manifestazione dei sostenitori della "famiglia tradizionale".

A Verona si sono fronteggiati due modi diversi di concepire temi cruciali per il Paese: la famiglia, la genitorialità, la natalità, l'aborto, il ruolo della donna. Abbiamo provato a riassumere le posizioni degli organizzatori su questi temi in 8 frasi, le più controverse. Ad aprire le danze è stato Massimo Gandolfini, leader del family day e organizzatore del Congresso, con una bordata sull'aborto e sulla legge 194:

 L'aborto è l'omicidio di un bambino in utero, e la legge 194 è stata applicata soltanto negli articoli che permettono la soppressione di una vita e non in quelli aiutano la maternità

Quello di Gandolfini non è stato l'unico intervento in questo senso. Ma altrettanto numerose sono state le prese di posizione a favore della cosiddetta "famiglia naturale". Secondo il presidente di pro-vita e chairman dell'evento Antonio Brandi: 

Nella famiglia composta da madre e padre, uniti biologicamente nel matrimonio, vi sarebbero meno casi di violenza contro le donne e i bambini, una maggiore salute fisica e mentale del minore, redditi più alti e una disoccupazione meno frequente.

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Allan Carlson

Sulla stessa scia era stato l'intervento di Allan Carlson. Con un dottorato in storia all'università dell'Ohio, Carlson aveva fatto parte della Commissione nazionale per i bambini nel governo di Ronald Reagan. Tra le sue pubblicazioni ne troviamo varie incentrate sul declino demografico dove critica l'impatto avuto dal femminismo sul ruolo delle donne nella società. Sul palco ha dichiarato:

I bambini nati e cresciuti dai parenti biologici legati in matrimonio sono più felici e hanno più successo nella vita

John Eastman, politico repubblicano, è stato tra i primi a criticare le leggi di Obama nei confronti dei migranti e a chiedere che ai figli dei migranti illegali nati negli Stati Uniti non venga concessa la cittadinanza:

Le donne evangeliche hanno un tasso di natalità più alto di quello delle donne laiche, e alla fine vinceremo. La vita è un pendolo e tutto torna indietro. Le ali più radicali contro la famiglia naturale presto saranno ricondotte verso la verità.

Un altro intervento contestato, e vagamente complottista, è stato quello di Ignacio Arsuaga, presidente di CitizenGo, associazione cattolica pro-vita:

I nemici della famiglia naturale sono infiltrati in tutte le istituzioni, come le Nazioni Unite, e controllano la maggior parte dei media. I nemici della famiglia gestiscono organizzazioni come quella di George Soros, sono le femministe radicali, è l'industria dell'aborto. Vogliono controllare le nostre menti, la nostra società, vogliono zittirci. Sono i liberali laici

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Ansa |Ignacio Arsuaga

Americano, presidente dell'Eagle Forum, Ed Martin si è presentato sul palco con un cappellino arancione dalla scritta inequivocabile: «Make Europe Great Again», lo slogan in chiave continentale portato avanti da Donald Trump durante la sua campagna elettorale. Martin ha dichiarato che l'attuale Presidente americano è una delle più grande benedizioni che gli Stati Uniti abbiano mai ricevuto:

La più grande minaccia che si trova ad affrontare l'Europa è il laicismo. Questa è la più grande battaglia che dobbiamo combattere. Gli Stati Uniti sono pronti a dare una mano per far di nuovo dell'Europa un grande continente in questi tempi così difficili

Nella giornata di sabato 30 marzo uno degli interventi più attesi era quello del vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. Sul palco della Gran Guardia il leader della Lega ha preso in giro i manifestanti riuniti per protestare contro il Congresso, tirando in ballo un altro nemico:

C’è un business organizzato dei manifestanti perché sono sempre gli stessi. Le femministe parlano di diritti delle donne e fanno finta di non vedere qual è il primo, unico, grande reale pericolo nel 2019, per i diritti, i conquisti sociali, la libertà di lavorare, di parlare, di studiare, di vestirsi come si vuole, che non è il Congresso mondiale delle famiglie ma è l’estremismo islamico e quella sub-cultura islamica per cui la donna vale meno che zero

Tra le dichiarazioni che hanno fatto più rumore, ci sono sicuramente quelle di Maria Gandolfini, figlia adottiva del leader del Family Day e organizzatore del Congresso, Massimo Gandolfini. Maria è separata e ha manifestato contro il congresso delle famiglie:

Quando mi sono separata, mio padre mi disse che sarei andata all'inferno. E da quel momento non ha più voluto vedere i miei 4 figli. Anzi mi assicurò che sarei finita tra le fiamme dell'inferno […] Noi siamo sette figli adottati. Mi ha fatto vivere nell'incubo per una vita, e tante cose non posso raccontarle, ma alla fine mi sono ribellata. Ma ora sono senza lavoro, ero la sua segretaria. Quando ho deciso di lasciare mio marito, mi ha licenziato.