Libia, l’appello di al-Serraj: «800mila migranti pronti a partire per l’Italia»

L’appello del capo del Governo di Tripoli ha annunciato che un ingente numero di migranti in fuga dalla guerra potrebbe cercare salvezza sulle coste europee

La guerra civile potrebbe spingere 800mila migranti e cittadini libici – tra cui terroristi – a salpare verso le coste europee più vicine, tra cui l’Italia. Così il capo del Governo libico sostenuto dalle Nazioni Unite, Fayez al-Serraj, ha illustrato la situazione nel Paese in un’intervista al Corriere della Sera e a Repubblica (l’integrale sarà pubblicata domani in edicola). 

«Il generale Haftar – afferma al-Serraj – dice che sta attaccando i terroristi ma qui ci sono solo civili. Noi ci auguriamo che la comunità internazionale operi al più presto per la salvezza dei civili. Stanno attaccando strade, scuole, case, l’aeroporto e le strutture mediche: ambulanze e ospedali».

L’obiettivo di Serraj è accelerare l’intervento della comunità internazionale. Durante l’intervista, il generale non ha escluso che tra i migranti che cercheranno di raggiungere anche l’Italia ci siano terroristi dell’Isis.

Il primo ministro del Governo di salvezza nazionale, istituito nel 2015 dalla comunità internazionale per tentare di dare una stabilità alla Libia, ha esortato le forze che sostengono Haftar a smettere di inviare aiuti finanziari e militari all’uomo forte della Cirenaica. 

«Ho ripetuto più volte che questa è una vera e propria guerra contro di noi – ha aggiunto – una guerra che ci è stata imposta. Noi siamo una popolazione pacifica. Le nostre forze armate e la nostra popolazione si sta difendendo».

L’appello-minaccia di al-Serraj arriva in un momento caldissimo per il governo, proprio sul fronte dei migranti che potrebbero arrivare dalla Libia. In un’intervista al Corriere della Sera, Luigi di Maio ha detto che la politica dei porti chiusi non può essere applicata alla crisi libica.

Un altro esponente di governo in quota Cinque Stelle, la ministra della Difesa Trenta, ha detto che i profughi che arriveranno dalla Libia dovranno essere accolti. La risposta del ministro Salvini è stata tutt’altro che conciliante: «Sui porti chiusi, decido io».