Di Battista su Notre Dame: «Tanti fondi per la ricostruzione, ma nessuno pensa alla guerra in Libia»

di Redazione

Uno degli esponenti più noti del Movimento 5 Stelle ha attaccato la Francia all’indomani dell’incendio di Notre Dame : «L’unica ricostruzione che davvero interessa è quella di una Francia imperialista capace di mettere le mani sui pozzi di petrolio libici»

Alessandro Di Battista, storico volto del Movimento 5 Stelle, è da sempre critico nei confronti delle politiche francesi. All'indomani dell'incendio che ha devastato la cattedrale di Notre Dame a Parigi, il grillino ha pronunciato ancora una volta parole dure nei confronti del Paese guidato da Emmanuel Macron.

«Nell'attesa di conoscere i responsabili dell'incendio parigino», dice in un lungo post su Facebook, «tanto per esercitare la memoria, provo a ricordare alcuni dei responsabili della guerra che si sta combattendo oggi a Tripoli».

Il post si apre con una serie di dati relativi alla situazione in Libia, precipitata negli ultimi giorni dopo l'assalto del generale Haftar su Tripoli. Di Battista mette all'indice l'indifferenza dei francesi nei confronti dei morti nel Paese nordafricano («una cifra spaventosa di 120 persone, di cui 28 bambini»), che cozza con l'interesse dimostrato nel ricostruire la Cattedrale.  

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Posted by Alessandro Di Battista on Tuesday, April 16, 2019

«Non voglio urtare la sensibilità di nessuno», continua. «Dico solo che a Parigi, grazie a Dio, non è morto nessuno. Quel tetto e quella guglia verranno ricostruiti. Vedrete, il denaro per farlo non mancherà. Quel denaro che al contrario non arriva mai quando si tratta di altre ricostruzioni o di altre latitudini del pianeta».

Le critiche e le polemiche sono rivolte anche a molti tra gli esponenti della politica italiana e statunitense che, dalla caduta di Muʿammar Gheddafi in poi (nel 2011) hanno giocato un ruolo nella ridefinizione della Libia. Tra i nomi citati ci sono quelli dell'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, «che ha tramato affinché l'Italia non si opponesse alla guerra in Libia», e quello di Silvio Berlusconi con il suo «ignobile tradimento» nei confronti di Gheddafi.

Ma cita anche Giorgia Meloni, che nel 2011 «appoggiava l'intervento armato in Libia», mentre ora attacca i francesi per gli stessi bombardamenti. E poi Hillary Clinton, che sorrideva mentre diceva «Siamo venuti, abbiamo visto e lui è morto». E lo stesso Obama, «colpevole di essersi lasciato convincere a bombardare la Libia dalla Clinton».