Sri Lanka, il governo sapeva della minaccia terroristica mesi prima dell’attentato

di Redazione

I servizi segreti indiani avrebbero ripetutamente informato i loro omologhi srilankesi dell’esistenza di un gruppo islamista violento 

Le autorità srilankesi erano state allertate sulla presenza di reti islamiste nel Paese mesi prima degli attentati terroristici che hanno ucciso più di 350 persone il giorno di Pasqua. Lo riferisce il giornale inglese The Guardian, citando fonti ufficiali locali e straniere. Sarebbero state infatti agenzie di intelligence internazionali a fornire al governo di Colombo queste informazioni.

Queste rivelazioni si aggiungono ad altre informazioni che erano già trapelate riguardo agli errori commessi dall'intelligence del Paese. I servizi segreti indiani avevano infatti allertato tre volte i loro omologhi srilankesi del pericolo di un attentato terroristico, anche poche ore prima dell'attacco. Ma non sono state prese le necessarie misure di sicurezza. Mercoledì, il presidente Maithripala Sirisena ha ordinato le dimissioni di tre funzionari con posti di responsabilità per essere venuti meno al loro dovere di trasmettere queste informazioni.

Sri Lanka, il governo sapeva della minaccia terroristica mesi prima dell'attentato foto 1

La chiesa di Colombo, prima degli attentati

Nei mesi precedenti all'attentato, gli indiani avrebbero anche affrontato, in discussioni informali con il governo srilankese, il pericolo rappresentato da quest'organizzazione islamista attiva nel Paese. «Gli attacchi erano stati previsti sette o otto mesi prima», ha affermato Sarath Fonseka, un maresciallo e politico srilankese, e hanno mostrato quello che è secondo lui sarebbe un «difetto monumentale nel lavoro dell'intelligence». Per Fonseka, in ogni altro Paese l'intero governo avrebbe dovuto dimettersi per un tale errore, «ma qui non succederà, la sicurezza è diventata una barzelletta».

Secondo informazioni ottenute dal Guardian, i dati in possesso del governo indiano sono stati raccolti durante raid condotti tra simpatizzanti dello Stato Islamico in novembre, e dai seguenti interrogatori. Telefoni cellulari e chiavette Usb raccolte durante queste retate hanno svelato legami tra questi detenuti e Mohammed Zahran Hashmi, il presunto leader del network terrorista responsabile dei bombardamenti.

L'uomo, già noto ai servizi sociali del paese, sarebbe stato ripetutamente in contatto con miliziani dello Stato Islamico in Bangladesh e in Afghanistan. Lo si nota in un video diffuso da Amaq, l'agenzia stampa dell'Isis, al momento della rivendicazione degli attentati, mentre presta giuramento ad al-Baghdadi. Secondo fonti ufficiali, i terroristi (otto uomini e una donna) erano tutti srilankesi appartenenti alle classi medie, con un alto livello di istruzione. Uno di loro aveva studiato in Inghilterra per poi seguire un corso di laurea specialistica in Australia. 

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I funerali delle vittime