La guerra comunicativa, tv e social, per quella foto di Salvini col mitra

Un servizio andato in onda su TG2 il 24 aprile sera ha minimizzato le polemiche sulla foto di Matteo Salvini con in mitra in mano, ma le polemiche non erano nate per la foto e il servizio pubblico evita di spiegarlo seguendo l’ondata della difesa social del Ministro dell’Interno

Il 24 aprile 2019 sera il TG2, telegiornale della TV di Stato Rai2, manda in ondaun servizio dove non racconta correttamentela vicenda legata alla foto che ritrae Matteo Salvini con un arma in mano. Il servizio è stato riproposto su Twitter il giorno dopo, durante la Festa della Liberazione, con la seguente introduzione: «Nei giorni scorsi ha fatto discutere una foto di @matteosalvinimi che imbracciava un mitra. Ma nel corso del tempo sono stati molti i leader ritratti armi in pugno, anche i più insospettabili».

Erano passati appena quattro giorni dal post Facebook di Luca Morisi con la foto scattata e pubblicata il 21 aprile 2019, ce ne siamo occupati anche a Open spiegando che le polemiche non sono nate per il fatto che Salvini fosse «armato» quanto per il messaggio collegato allo scatto: «Vi siete accorti che fanno di tutto per gettare fango sulla Lega? Si avvicinano le Europee e se ne inventeranno di ogni per fermare il Capitano. Ma noi siamo armati e dotati di elmetto! Avanti tutta, Buona Pasqua».

La guerra comunicativa, tv e social, per quella foto di Salvini col mitra foto 1

Secondo il ministro Buongiorno, davanti alle telecamere di Agorà su Rai3, si trattava di un post ironico, mentre per Arianna Ciccone il concetto è chiaro: «Chi osa fermare il capitano deve sapere che loro sono armati e per chiarire bene il senso (non armati di idee e passioni politiche) viene usata la foto del suo capo che imbraccia un’arma».

Cosa ha detto il TG2 e quale sarebbe la «fonte»

Riportiamo la trascrizione della prima parte del servizio andato in onda il 24 aprile 2019 durante l’edizione del telegiornale delle ore 20:30:

È la foto che ha scatenato critiche e polemiche a scroscio. Facile dirlo, come un temporale di primavera. Vita dura per coloro costretti di certo all’indignazione permanente dalle istantanee della storia, a cominciare dall’eroe del sogno americano, Kennedy, democratico di provata fede che posa affascinato dalla lucentezza di questo fucile. 

Il servizio è focalizzato su foto e video dei leader politici «di sinistra» che imbracciano un’arma o che osservano meravigliati, come dei bambini di fronte a un bel giocattolo, l’armamentario bellico in possesso del proprio paese. Per chi segue Twitter è facile comprendere che l’opera del TG2 ha seguito l’onda dei difensori di Matteo Salvini che hanno usato gli stessi esempi. Questa è la foto di Obama che spara con un fucile, pubblicata il 23 aprile da uno dei tanti utenti che l’hanno condivisa prima del servizio:

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Ecco quella di Kennedy, pubblicata da questo utente il 24 aprile alle 5 del mattino, mentre altri l’avevano condivisa anche il 23:

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Ecco quella con Macron  e l’arma antidrone, pubblicata il 23 da questo utente e da molti altri:

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Ecco quella della Regina Elisabetta, pubblicata il 23 aprile:

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Le origini della foto e i retroscena

Come dicevamo, il problema non è Salvini che imbraccia un’arma mentre era in visita agli stand della Polizia di Stato. Luca Morisi ha pubblicato il post il 21 aprile 2019 usando una foto del 2018.

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Non è una foto scelta a caso. Il post nasce a seguito ai problemi giudiziari del sottosegretario leghista Armando Siri: «Vi siete accorti che fanno di tutto per gettare fango sulla Lega?», scrive il consulente di Salvini, fornendo ai media e agli elettori una nuova discussione da trattare. Ironia o meno, a seconda dei punti di vista, di fatto si tratta di un post utile alla comunicazione leghista che svia da una parte la discussione su Armando Siri e dall’altra porta a un livello superiore l’esaltazione politica degli elettori oltre che la «normalizzazione» di un messaggio, quel «siamo armati» raffigurato attraverso quella foto e non collegabile con un «siamo armati di idee e passione politica», che il TG2 ha evitato di riportare nel proprio servizio.

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