Istat: l’Italia è fuori dalla recessione. Nel primo trimestre pil a +0,2

Secondo l’Istituto di statistica il nostro Paese è tornato a crescere. Torna il segno positivo dopo due trimestri di crescita negativa che avevano portato l’Italia nella cosiddetta recessione tecnica. Crescita prevista su base annua 0,1%. Di Maio: «Andiamo avanti come un treno verso il cambiamento»

Italia fuori dalla recessione. Torna il segno più nelle stime per la crescita dell'Istat. Secondo l'istitutodi statistica nel primo trimestre del 2019il prodotto interno lordo italiano (corretto per giorni lavorativi) è cresciuto dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.

L'economia è così uscita dalla recessione tecnica dovuta ai due cali consecutivi del Pil registrati negli ultimi due trimestri del 2018, entrambi chiusi a -0,1%. Secondo i dati della prima stima flash dell'Istat, su base tendenziale, cioè nel confronto con il primo trimestre 2018, la crescita è stata dello 0,1%.

https://twitter.com/statuses/1123166351919603714

L'Istituto rileva inoltre che all'inizio del 2019 l'economia italiana ha registrato «un moderato recupero che ha interrotto la debole discesa dell'attività registrata nei due trimestri precedenti». Nel complesso, «l'ultimo anno si è caratterizzato come una fase di sostanziale ristagno del Pil, il cui livello risulta essere nel primo trimestre del 2019 pressoché invariato rispetto a quello di inizio del 2018».

La crescita del Pil acquisita per il 2019 (quella che si otterrebbe cioè se i prossimi tre trimestri si chiudessero con una variazione nulla del prodotto interno lordo) è pari a +0,1%.Improntato all'ottimismo il commento del ministro del Lavoro Luigi Di Maio:«L'Italia fuori dalla recessione dimostra che la direzione intrapresa è quella giusta. Andiamo avanti come un treno verso il cambiamento».

Secondo l'economistaLucrezia Reichlein, nonostante il segno più non c'è troppo da festeggiare: «Attaccarsi ai numeri del trimestre – dice – non ha senso. Siamo intorno all zero, considerando che abbiamo avuto la peggiore crisi dopo la Grecia dovremmo crescere di più».

Leggi anche