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19 anni di forniture scadenti alla Nasa. Truffa record da 46 milioni di dollari

Almeno due missioni della Nasa sono fallite a causa di un fornitore di alluminio che aveva falsificato le certificazioni dei test di trazione, indispensabili per garantire il successo dei programmi spaziali. Adesso i responsabili dovranno risarcire 46 milioni di dollari

La società accusata di aver frodato la Nasa è la Sapa Profiles Inc (Spi) con sede nell’Oregon, assieme alla associata Sapa Extrusions Inc. Ora dovrà risarcire 46 milioni di dollari all’Agenzia spaziale e a un centinaio di altre aziende, come stabilito dal Dipartimento della giustizia americano. Tra i danneggiati anche il Dipartimento della difesa.

Una delle ragioni per cui c’è un po’ di scetticismo all’idea che la Nasa possa riportare degli astronauti sulla Luna entro cinque anni è il fatto che se qualche strumento di bordo non dovesse funzionare come previsto, questo pregiudicherebbe una missione con persone a bordo, magari in una fase in cui non è più possibile inviare dei soccorsi in tempo.

L’importanza di forniture affidabili nell’impresa spaziale

I controlli sui materiali e sui moduli delle varie missioni devono essere sottoposti a test rigorosi, anche se si tratta di missioni senza equipaggio, in un periodo in cui la sostenibilità delle missioni spaziali dipenderà sempre più dal contributo delle aziende private, aprendo le porte del cielo anche al turismo spaziale. Se in questa filiera che dai fornitori di materiali arriva alle piattaforme di lancio qualcuno comincia a giocare sporco, le cose si complicano.

Stando a quanto riporta il procuratore generale Brian Benczkowski le indagini hanno fatto emergere una fronde durata almeno 19 anni, abusando della fiducia dei clienti:

Sapa Profiles e Sapa Extrusions hanno falsificato i test critici sull’alluminio che hanno venduto, testando che i loro clienti, compreso il governo degli Stati Uniti, dipendevano dall’affidabilità dell’alluminio che hanno acquistato.

La sottile differenza tra guasto e frode

Almeno due missioni della Nasa sono fallite a causa del materiale scadente fornito dalla Sapa: la Orbiting carbon observatory (Oco) del 2009 e Glory del 2011, entrambe lanciate col razzo Taurus XL. I guasti riguardarono sempre dei difetti nella carenatura dei moduli impedendo loro di sganciarsi, compromettendo quindi il corretto completamento delle missioni.

Questo genere di avarie possono sempre capitare: sono tanti infatti i componenti da dover tenere sotto controllo Inizialmente la Nasa sospettò quindi altre potenziali cause, invece con le sue indagini ha smascherato una frode che avrebbe potuto compromettere altre missioni, con effetti negativi sulla fiducia dei finanziatori e dell’opinione pubblica.

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