MONDO :

Apple dovrà pagare 4,5 miliardi di dollari a Qualcomm

La pace siglata tra le due aziende dopo le grandi dispute legali su brevetti e diritti costa alcuni miliardi di dollari al brand della mela morsicata

Forse potrebbe essere la fine delle dispute legali su brevetti e diritti: Qualcomm riceverà da Apple tra i 4,5 e i 4,7 miliardi di dollari in base all’intesa siglata il mese scorso dalle due aziende. Lo ha reso noto Qualcomm nell’annunciare i risultati finanziari del secondo trimestre fiscale in cui ha registrato ricavi per 4,98 miliardi di dollari, in calo del 4,6% su base annua. L’utile netto è comunque raddoppiato, raggiungendo i 663 milioni a fronte dei 330 milioni dello stesso periodo del 2018.

La cifra che Apple dovrà versare a Qualcomm è una tantum pattuita nell’accordo firmato il 16 aprile scorso che, tra le altre cose, prevede anche un contratto di licenza della durata di sei anni e un contratto di fornitura di chip. Intanto l’azienda di Cupertino sembra tirare un sospiro di sollievo dopo una fase negativa, in cui l’andamento del marchio non è stato soddisfacente.

I dati di gennaio-marzo invertono invece il trend e si confermano migliori delle attese. Così come le stime per il trimestre in corso: se confermate, segnerebbero l’arresto della caduta. A soffrire di più nelle vendite di Apple tra i prodotti degli ultimi tempi è stato l’iPhone. I servizi crescono invece a ritmo sostenuto. Il mercato apprezza e il dato pesa anche in Borsa: un rialzo del 5% che riporta il brand della mela morsicata a un passo dai mille miliardi di capitalizzazione.

Apple dovrà pagare 4,5 miliardi di dollari a Qualcomm foto 1

A quanto si apprende, sembra che Apple verserà la somma dell’armistizio in un’unica soluzione nelle casse di Qualcomm di San Diego. Gli oltre 4,5 miliardi di dollari derivano anche dal rilascio delle obbligazioni per pagare ad Apple e ai suoi fornitori alcune passività. Nella cifra sono infine comprese le stime dei ricavi derivanti dal pagamento di royalty da parte dell’azienda di Cupertino e dei suoi produttori a contratto per le vendite relative al trimestre successivo.

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