Scontro Conte-Salvini sulle dimissioni di Siri, Di Maio: «Pronti a votare a maggioranza»

Conferenza stampa convocata all’improvviso dal presidente del Consiglio e poi posticipata dopo la presa di posizione del sottosegretario leghista, che anticipando il premier aveva detto: «Non mi dimetto». Ma nonostante l’annuncio di conferenza stampa, non è stato concesso ai giornalisti di fare domande

Dopo due settimane Giuseppe Conte interviene sul caso Siri, annunciando cheproporrà nel prossimo consiglio dei Ministri«la revoca del ruolo da sottosegretario». Il presidente del Consiglio chiede ora un passo indietro all'esponente leghista.

«Siri si è prestato a raccogliere le istanze di un imprenditore. E' normale ricevere suggerimenti da parte di associazioni di categoria ma come governo dobbiamo discernere se queste norme perseguono l'interesse generale o di singoli imprenditori»dice Giuseppe Contenella conferenza stampa convocata all'improvviso a Palazzo Chigi, indicando per il sottosegretario alle Infrastrutture il secondo caso.«Bisogna discernere caso per caso e valutare la singola situazione», ha aggiunto.

Ma pochi minuti prima dell'arrivo del premier, era stata la Lega attraverso una nota ufficiale a 'bruciare' sul tempo sia Conte che gli alleati di governo:«Non mi dimetto. Sono innocente e confido che una volta sentito dai magistrati la mia posizione possa essere archiviata». E mentre il partito di Di Maio continua a invocare le dimissioni di Armando Siri, lui ha fornito un orizzonte temporale:«Qualora questo non dovesse accadere sarò il primo a volere fare un passo indietro».

Per questo, la conferenza stampa convocata alle 18.30 è iniziata con più di mezz'ora di ritardo mostrando come ormai gli alleati di governo – in questo caso il Carroccio -si muovano senza coordinarsi con Conte. Anche se il sottosegretario ha parlato di «15 giorni di tempo», il discorso sembra dunque rimandato a dopo le elezioni europee.

Scontro Conte-Salvini sulle dimissioni di Siri, Di Maio: «Pronti a votare a maggioranza» foto 1

Conte non ha permesso ai giornalisti di fare domande e si è limitato a leggere un discorso. Era stato il presidente del Consiglio, da Tunisi, pochi giorni fa a chiedere ai giornalisti di avere qualche giorno di pazienza e ad annunciare una conferenza stampa per spiegare l'esito delle sue valutazioni sull'indagine per corruzione che coinvolge l'esponente leghista. Lunedì c'era stato uncolloquio tra Conte e Siri.

Poco dopo la presa di posizione del presidente del Consiglio è arrivata la replica del segretario leghista. «Siri dimostrerà la totale estraneità a una vicenda surreale – ha detto Matteo Salvini da Budapest – Lascio a Conte e Siri le loro scelte. A me va bene qualunque cosa, se me la spiegano». Il vicepremier sceglie dunque toni distensivi, subito dopo lo strappo consumato prima della conferenza stampa.

L'altro vice-premier, Luigi Di Maio dice: «Auguro a Siri di essere innocente. Non esulto e non credo sia una vittoria. Detto questo sono contento che il governo ora possa andare avanti perché il caso Siri si chiede». Lega e 5 Stelle siglano dunque una tregua sul sottosegretario indagato per presunte tangenti. Se ne riparlerà nel prossimo consiglio dei Ministri.

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