Siri, Salvini cede: «Il Governo va avanti, non sarà una poltrona in meno a fare la differenza»

Una dichiarazione che fa intendere che la Lega sarebbe pronta a considerare le dimissioni del suo sottosegretario Armando Siri, indagato per corruzione

Matteo Salvini cede alle pressioni dei Cinque Stelle sulle dimissionidel sottosegretario leghista Armando Siri, indagato per corruzione. Nelle ultime due settimane, il consigliere economico di Salvini è stato "assediato" dal Movimento: Toninelli gli ha tolto le deleghe, Di Maio lo ha invitato più volte alle dimissioni, Conte – alla fine – è intervenuto, annunciando che lo avrebbe silurato in Consiglio dei ministri. La Lega, però, aveva difeso il suo sottosegretario, smentendo l'ipotesi chepotesse lasciare l'incarico in tempi brevi. Dopo gli ultimi sviluppila situazione sembra cambiata.

Durante un comizio a San Giuliano di Pisa, il ministro dell'Interno ha parlato della questione non risparmiando un attacco a stampa e magistratura. «Per i giornalisti che si occupano di fantasia dico: il Governo va avanti, non è una poltronain più o in meno che fa la differenza. Ma in un Paese civile si è innocenti fino a prova contraria. I processi si fanno in tribunale, non nelle strade o in televisione».

«La mia parola vale piùdei sondaggi, il Governo dureràaltri 4 anni», dice Salvini. Poi parte l'invettiva contro Corriere della Sera, Repubblica, Fabio Fazio, Lilli Gruber:«Non legge più nessuno questi c**zo di giornali. Io preferisco guardare Peppa Pig con mia figlia». Un attacco durissimo portato avanti tra le risate della folla presente.

Anche Luigi Di Maio, pubblicando un post su Facebook, allontanagli scenari di crisi di Governo:«Su quasi ogni giornale c’è scritto che la Lega vuole staccare la spina al governo e ha pianificato di far saltare tutto dopo il voto. E tutto questo per cosa? Per una poltrona? Per non mollare un loro indagato per corruzione (che ha il diritto di difendersi ma lontano dall’esecutivo)? Lupi, e dico l’ex ministro Maurizio Lupi di Ncd, si dimise per molto meno…».

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Le accuse ad Armando Siri

La procura di Roma sostiene che il sottosegretario alle Infrastrutture abbia ricevuto – o si sia fatto promettere – una tangente da 30 mila europer presentare degli emendamenti al Def 2018 che avrebbero favorito i finanziamentinel campo dell'energia eolica. In quel settore lavora un suo amico, Paolo Arata, ex parlamentare di Forza Italia, responsabile energia della Lega e, soprattutto, imprenditore proprio nel settore eolico. Arata sarebbe il socio occulto del "re dell'eolico" Vito Nicastri, un imprenditore a cui è stato da poco posto sotto sequestro un patrimonio da 1 miliardodi euro e che è considerato molto vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro.

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev