Sudafrica: vince (anche se indebolito) il partito di Nelson Mandela

Corruzione e povertà minano il successo dell’ANC

L'African National Congress, il partito fondato da Nelson Mandela che ha guidato il Sudafrica dalla fine dell'apartheid, ha vinto di nuovo. Al potere dal 1994, l'ANC ha però subìto un calo di popolarità negli ultimi anni. Il presidente Jacob Zuma, al governo dal 2009, era stato costretto a dimettersi l'anno scorso a causa del suo coinvolgimento in vari scandali. Il clientelismo di Zuma ha fatto sì che il partito perdesse voti e credibilità.  Questo, unito alle difficoltà economiche del paese, ha minato profondamente le radici della popolarità dell'ANC, senza riuscire a sradicarle del tutto. 

Cyril Ramaphosa, che aveva preso il posto di Zuma dopo le sue dimissioni, è stato comunque eletto presidente, con il 57% dei voti. Il margine rispetto al 21% del suo principale avversario è consistente, ma è la prima volta che l'ANC si aggiudica meno del 60% dei voti. Dal 2016, le elezioni locali avevano già dato prova di una crescente sfiducia. L'African National Congress aveva infatti finto le ultime elezioni con il 62% dei voti e con il 66% nel 2009. Quando venne eletto per la prima volta, nel 2004, Zuma ottenne quasi il 70% dei voti. Ramaphosa è riuscito a riabilitare parzialmente la reputazione dell'ANC, senza però essere in grado di ristabilire la precedente popolarità. 

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Congresso elettorale a Cape Town

Il partito al secondo posto è il liberale Alleanza Democratica, che si mantiene stabilmente intorno al 20% dalle scorse elezioni. Il partito di sinistra radicale Economic Freedom Fighters è invece in ascesa. Quella che si è confermata come terza forza politica del Paese è passata dal 6 al 10% in cinque anni. Le elezioni sono state contestate per la possibilità che siano intervenuti dei brogli. L'inchiostro sulle dita dei votanti si è infatti rivelato lavabile, e ad alcune persone è stato concesso di votare due volte.