Firenze, una sentenza del giudice dà torto al Viminale

di OPEN

«Mi aspetto che un magistrato applichi le norme, anziché interpretarle», ha detto Salvini

Luciana Breggia è presidente della sezione specializzata per l’immigrazione e la protezione internazionale del Tribunale di Firenze. Lo scorso 15 maggio ha emesso una sentenza che negava al Viminale la possibilità di impugnare una decisione dello stesso Tribunale, che aveva disposto l’immediata iscrizione dei dati di un richiedente asilo all’anagrafe del Comune di Scandicci.

La decisione di Breggia impedisce di fatto al Viminale di fare ricorso sulla sentenza. Per tutta risposta, il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha commentato: «La democrazia è bellissima: invito questo giudice a candidarsi alle prossime elezioni per cambiare le leggi che non condivide. Ma mi aspetto che un magistrato applichi le norme, anziché interpretarle».

Chi è Luciana Breggia

La giudice stata la relatrice di una sentenza contro il Ministero dell’Interno, parla di «deumanizzazione delle migrazioni », va ai dibattiti con le Ong e presenta libri schierati contro respingimenti e porti chiusi.

In un’intervista per Famiglia Cristiana risalente a marzo, Breggia aveva affermato di girare molto per le scuole per parlare di «quegli uomini ridotti in condizione di schiavi». Aveva definito i Centri di accoglienza straordinaria dei «limbi di insicurezza», sottolineando che «le leggi che costituiscono il diritto, non sempre vanno nella direzione della giustizia» facendo l’esempio delle leggi razziali.

Bologna, un caso simile

Qualche mese fa, il sindaco bolognese Virginio Merola aveva negato l’iscrizione anagrafica a due richiedenti asilo a seguito dell’entrata in vigore del decreto Sicurezza. Secondo l’avvocato Mumolo che aveva seguito i due migranti, però, la circolare diffusa dal Viminale e applicata da Merola non rispecchiava il reale contenuto del decreto emanato da Salvini. Il Tribunale di Bologna aveva infine deciso di annullare la decisione presa da Merola, permettendo l’iscrizione all’anagrafe dei due richiedenti asilo.

«Il decreto Salvini non ha negato la possibilità ai richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe, ma abroga semplicemente una procedura semplificata per richiedere la residenza», aveva spiegato a Open Mumolo. «Bypassando totalmente questo fatto, il ministro dell’Interno ha inviato una circolare a tutti i municipi d’Italia con la quale comunicava che non si poteva più fare».

Anche in quell’occasione Salvini aveva replicato su Twitter: «Sentenza vergognosa». E ora rincara la dose: «Se qualche giudice vuole fare politica e cambiare le leggi per aiutare gli immigrati, lasci il Tribunale e si candidi con la sinistra. Ovviamente faremo ricorso contro questa sentenza, intanto invito tutti i Sindaci a rispettare (come ovvio) la Legge».

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