Maturità 2019: tutto quello che è cambiato dall’anno scorso

Oltre 520mila sono pronti ad affrontare la prova che segna la fine del liceo, e forse di un’intera stagione della vita

«Dai, la vita è fatta di esami». «Ma sì, poi all’università vedrai che ne darai anche di più difficili». Frasi sentite spesso dai giovani maturandi. A dirlo sono fratelli, amici o genitori già passati da questo step. Eppure, in fondo, non è proprio così. Vero, molte facoltà riservano esami più impegnativi a livello di studio, ma la maturità è qualcosa di diverso.

Forse perché segna in qualche modo la fine di una stagione che si inizia da bambini e si finisce da adulti, forse perché la si fa insieme a tanti amici di una vita, condividendo ansie e paura. Forse perché lascia addosso un senso di nostalgia che porta chi, ormai, l’ha fatta da un po’ a leggere gli articoli che ne parlano e controllare le tracce uscite ogni anno.

Questa volta però c’è qualcosa di diverso. La maturità 2019 sarà (quasi) tutta un’altra cosa. Un cambiamento che il ministero dell’Istruzione ha cercato di accompagnare nel corso di quest’anno attraverso simulazioni di prove scritte su scala nazionale.

I numeri dell’Esame di Stato

Si comincia mercoledì 19 giugno alle 8.30. Sui banchi ci saranno circa 520mila studenti. In tutto le classi coinvolte saranno 26.188. Il numero delle commissioni d’esame invece arriverà a 13.161. Per accedere bisogna avere la media del 6 in tutte le materie. Compresa la condotta. La commissione d’esame sarà composta come lo scorso anno: un presidente esterno, tre membri interni e tre esterni.

Come cambiano le prove

Le prove saranno tre: due scritte e una orale. Sparisce il quizzone, la terza prova con domande aperte su diverse materie. Resta il tema e la seconda prova, quella di indirizzo. Ma non sarà come siamo stati abituati negli ultimi anni. Di solito in questa prova veniva affrontata una sola materia. Questa volta no.

Nella seconda prova ci saranno più materie. Al classico ci sarà sia greco che latino, allo scientifico matematica e fisica e così via. Anche le tracce offerte nella prima prova saranno un po’ diverse.

Sono divise in tre categorie: analisi del testo, analisi e produzione di un testo argomentativo e riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su argomenti di attualità. Due opzioni per la prima tipologia, tre per la seconda e due per la terza. Niente più tema di storia.

Prova orale: niente tesina e tre buste tra cui scegliere

Cambia anche l’ultima prova, il famigerato orale. Gli studenti non dovranno più scrivere la tesina, cercando di collegare diverse materie attraverso un percorso coerente. Il candidato si troverà davanti tre buste fra cui scegliere. In ogni busta ci saranno materiali che riguardano discipline diverse. Si può pescare un quadro come un grafico che descrive un fenomeno economico.

Le buste verranno preparate dalla commissione e, ovviamente, saranno diverse in base all’indirizzo della scuola superiore. I professori dovranno preparare per ogni classe un numero di busto uguale a quello degli studenti, più due. In questo modo tutti avranno tre opzioni tra cui scegliere.

Il punteggio, i voti dell’ultimo triennio pesano di più

Meno punti per l’esame. Sul totale dei 100 punti che si possono ottenere all’esame, fino al 2018 la commissione poteva attribuirne 75. Gli altri 25 crediti venivano conquistati dagli studenti con la media degli ultimi tre anni. Ora il peso del voto è spostato ancora di più sul triennio precedente: 60 punti all’esame e 40 di crediti.

I 60 punti sono divisi in modo equo per le tre prove: 20, alla prima, 20 alla seconda e 20 all’orale. La commissione potrà assegnare, se argomentati, 5 punti aggiuntivi. Sarà necessario però arrivare alla maturità con un minimo di 30 crediti e ottenerne in sede d’esame almeno 50.

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