Maturità, il commissario d’esame dei tweet razzisti e omofobi è stato sospeso

In un tweet, il professore di Pavia di augurava che un «ne**o» fosse travolto in tangenziale. Intervistato dalla Provincia Pavese si è difeso così: «Scrivo da cittadino libero»

Carlo Gallarati, il presidente di commissione degli esami di maturità a Pavia finito nella bufera per i suoi tweet razzisti, sarà sospeso dal suo incarico. A deciderlo è stato l’Ufficio scolastico regionale della Lombardia, dopo la segnalazione del caso da parte del preside del liceo all’Ufficio scolastico provinciale. Il nuovo presidente sarà nominato nei prossimi giorni.

La vicenda

«Anche io ho incontrato una ‘risorsa’ ne**o sulla tangenziale ovest di Milano che andava in bicicletta sulla corsia d’emergenza contromano. Spero che l’abbiano travolto», aveva scritto su twitter l’ex-insegnante, nominato presidente di commissione di due classi di un liceo di Pavia, in risposta a un altro utente che definiva «bestie ignoranti» le «famose risorse».

Colleghi e studenti dell’Istituto Copernico, che Gallarati dovrà valutare all’esame di maturità, hanno scoperto i tweet e segnalato l’ex professore al Preside che a sua volta si è rivolto all’Ufficio Scolastico provinciale. L’ingegnere, per 35 anni insegnante all’istituto Volta di Pavia, ha poi reso il profilo privato, troppo tardi però per evitare che i suoi tweet venissero catturati con degli screenshot.

Tra questi, un tweet in cui risponde alla notizia di un «boom di migranti omosessuali» scrivendo che «per accertare se è vero li metterei in una gabbia con un orango tango come nel film di Fantozzi». O un commento a un video di un’ aggressione da parte di stranieri a Sanremo: «Bisogna girare con la pistola e quando uno ti aggredisce sparargli nei coglioni».

Il professore si è difeso in un’intervista con il quotidiano La Provincia Pavese, che ha dato la notizia: «Sono stato insegnante 35 anni anche in una scuola serale, con tanti stranieri, non ho mai avuto problemi con loro. Su Twitter scrivo come cittadino libero».

Al quotidiano, i ragazzi hanno confessato di aver segnalato la cosa perché si sentivano preoccupati per i loro compagni: in una delle due classi sono solo in cinque a non aver origine straniera. «Abbiamo un compagno nero leggere certe cose sul profilo del professore, lui che parlava di investire un ‘negro’ in tangenziale, ci ha preoccupato», hanno raccontato alcuni studenti.

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