L’ex candidata alle Europee riempita di insulti razzisti e sessisti: «Denuncerò i leoni da tastiera»

«Dopo gli insulti, avevo quasi deciso di mollare tutto, ma se avessi lasciato perdere sarebbe stata una vittoria loro», racconta
Fatou Boro Lou a Open

Il 19 maggio scorso, l’allora candidata per Europa Verde alle elezioni europee, Fatou Boro Lo, aveva pubblicato un video per commentare la vicenda della Sea Watch.

«Era ferma con 45 persone a bordo. Erano le due di notte, non riuscivo a dormire perché la questione mi faceva stare troppo male e dalla mia cucina ho deciso di fare un video per esprimere la mia opinione», racconta a Open Fatou Boro Lo.

Gli insulti

Un video che ha attirato gli insulti di quelli che la donna definisce «i leoni da tastiera»: «Negra torna al tuo Paese», «arrogante la signorina, si desse una calmata», «metti un paio di mutandine rosse così riconosco il balcone dove appendi lo striscione». Questa la portata dei commenti al post. «La mattina dopo ho cominciato a rispondere agli attacchi in modo civile chiedendo ai “leoni” di spiegare e argomentare la loro opinione», dice.

Il tentativo di calmare gli animi è fallito, nessuna scusa ricevuta, nessun ripensamento da parte dei “leoni da tastiera”. L’ex candidata ha deciso allora di reagire sporgendo denuncia: «Ho capito che non avevano argomenti e non potevo far passare la cosa. Ero molto scossa e sconvolta, avevo quasi deciso di mollare tutto, ma se avessi lasciato perdere sarebbe stata una vittoria loro».

Fatou Boro Lo ha 47 anni, vive in Italia da quasi vent’anni, sposata, tre figlie, lavora come impiegata in un ente dell’artigianato: «Ho deciso che dopo le elezioni avrei sporto denuncia, e così domani completerò la pratica».

La denuncia

L’annuncio è arrivato sulla sua pagina Facebook dove ha fatto sapere di aver avviato con il suo avvocato la procedura per trovare i colpevoli degli attacchi ricevuti: «Bisogna cominciare a denunciare questi leoni da tastiera, pensano che non essere visti permette loro di dire e di fare quello che gli pare indisturbati».

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