Hollywood, un altro avvocato scarica Harvey Weinstein

L’avvocato Jose Baez ha detto che è diventato «troppo difficile rappresentarlo»

Ancora guai per Harvey Weinstein, il produttore hollywoodiano accusato di stupro e di violenze sessuali nei confronti di diverse donne. Questa volta non si tratta di nuove accuse ma dell’ennesimo avvocato che rinuncia a rappresentarlo.

È il turno di Jose Baez che nel 2012 aveva difeso un detective rimasto coinvolto nel caso dell’uccisione del diciasettenne afro-americano Travyon Martin da parte del poliziotto bianco George Zimmerman. Oltre ad essere un noto avvocato, Baez è anche prolifico autore di libri, tra cui il besteller Presumed Guilty, ovvero Presunzione di colpevolezza.

In una dichiarazione alla stampa Baez ha riferito che il suo cliente «si è comportato in determinati modi che hanno reso troppo difficile rappresentarlo». Ci sarebbe di mezzo anche un dissidio sulla quota richiesta da Baez. Weinstein avrebbe inoltre assunto un altro, ennesimo, legale per comunicare per suo conto con Baez.

Prima di lui ben tre altri avvocati avevano abbandonato la difesa di Weinstiein: Ben Brafman, avvocato di New York, Pamela Mackey, conosciuta per aver difeso il giocatore di basket Kobe Bryant in un caso analogo, e Duncan Levin, un ex procuratore federale.

Al produttore cinematografico rimangono poco meno di tre mesi prima dell’inzio del processo – il 9 settembre – in cui sarà chiamato a rispondere di cinque reati, di cui due casi di stupro. Weinstein ha sempre sostenuto di essere innocente.

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