Corte dei Conti: «Il debito italiano è ai limiti della sostenibilità, costo gigantesco»

«Il debito attuale finirà con il colpire le generazioni future, forse addirittura (le prossime) tre o quattro»

«L’indebitamento, in valore assoluto, non può essere incrementato a dismisura. Il debito pubblico italiano ha probabilmente raggiunto i limiti della sostenibilità e ha raggiunto un costo finanziario gigantesco». È con queste parole che il procuratore generale della Corte dei Conti, Alberto Avoli, ha commentato i dati della relazione sul rendiconto generale dello Stato da parte della Corte dei Conti stessa.

«L’indebitamento – ha continuato Avoli – ha un costo finanziario gigantesco, in senso di corresponsione di interessi, di perdita di credibilità del sistema Paese e di ostacolo alle politiche di sviluppo». Il procuratore generale della Corte dei Conti ha poi lanciato un monito per i toni, spesso fuorvianti, usati per descrivere il debito italiano. «Sui limiti di sostenibilità del debito italiano si scontrano ogni giorno politici, economisti, finanzieri, offrendo ciascuno una risposta diversa, purtroppo talora infarcita di buone dosi di ideologica demagogia». 

Secondo la Corte dei Conti il riassetto della tassazione italiana resta una priorità, ma è necessario porre attenzione a misure che comportino uno «choc fiscale» privo di coperture sul breve termine, in mancanza delle quali «il corrispondente aumento del debito potrebbe avere ripercussioni gravi, tali da annullare o ridurre molto i benefici della rimodulazione delle aliquote». Il riferimento, implicito, è alla misura fiscale della flat tax, in cui scomparirebbe il sistema di tassazione progressivo su aliquote scaglionate, a favore di una imposta fiscale unica uguale per tutti i soggetti sotto una certa soglia di reddito. 

La Corte dei Conti, in linea con quanto emerso dalla relazione sui conti, lancia infine l’allarme per le generazioni future: «Il debito attuale finirà con il colpire le generazioni future, forse addirittura (le prossime) tre o quattro. È evidente che per recuperare il debito occorre produrre la ricchezza necessaria e per produrre la ricchezza necessaria occorre impiegare risorse».

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