Di Battista: «Quei disgraziati della Sea Watch devono sbarcare, li prenda l’Ue» – Il video

L’ex parlamentare Cinque Stelle ha presentato oggi il suo nuovo libro, a Roma

Più di un centinaio di persone si sono accalcate, oggi, alla libreria Mondadori di via Cola di Rienzo, nel quartiere Prati di Roma, per assistere alla presentazione del nuovo libro di Alessandro Di Battista, Politicamente scorretto, in compagnia di una delle firme di punta del Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi.


«Ho avuto i miei momenti di rosicamento per essermi ritirato dalla politica, lo ammetto, anche perché mi sono impegnato per fare arrivare il Movimento al Governo. Questi sono treni che passano e che forse ripasseranno», dice il Dibba nazionale al fischio di inizio della presentazione.

La dichiarazione arriva solo dopo aver specificato che «come vedete il contratto editoriale ce l’ho con la PaperFirst (la casa editrice del Fatto Quotidiano, ndr) e non con Mondadori, come avevano scritto tempo fa. Le solite stronzate».

Si rimbalza da un argomento all’altro, senza un filo conduttore, mentre tutti, lui compreso, avvertono il caldo micidiale che piano piano si propaga in tutta la sala: prima dice di aver contribuito anche lui alla fine della politica di Berlusconi, «ma non del berlusconismo, che è sempre in agguato».

Poi il capitolo “poteri forti”, e i vari Malagò, Benetton «che si spartiscono gli interessi del Paese all’oscuro dei cittadini». La revoca delle concessioni autostradali è uno dei punti su cui tornerà più volte.

I migranti

Dal pubblico chiedono della vicenda Sea Watch e migranti che Di Battista definisce «la più grande arma di distrazione di massa, perché i problemi del Paese sarebbero altri».

«Penso che lo slogan Aiutiamoli a casa loro sia penoso, dice, così come credo serva un piano di politica estera urgente. I flussi migratori sono un fatto negativo, sono deportazioni» . E il problema è che «ormai si parla solo dei migranti che i media, le telecamere riprendono. Gli altri non fanno notizia».

E se gli si chiede qual è la soluzione per i 42 a bordo della nave olandese, risponde: «Quei disgraziati vanno fatti sbarcare e vanno redistribuiti in Ue».

Il rapporto con Salvini

Racconta del libro, del fatto che quel testo è «un atto d’amore verso il Movimento che ha una sua forza, e cioè quella di andare per la propria strada, sapendo che il lavoro fatto e che si farà paga e pagherà.

Gli chiedono del capo del Carroccio: «Salvini sarebbe più bravo?… Ma a fare che?». Boato e applausi. E con Di Maio? «Tutto chiarito». «Hai paura il governo salti?», chiede Scanzi. Il sì di risposta è secco, «ma i cittadini non hanno interesse a tornare al voto a settembre».

Il ritorno in politica

A quel punto tutti si chiedono e quindi gli domandano se farà ritorno sulla scena politica: «Io sono un cittadino normale che vive di quello che guadagna col proprio lavoro. Non potrei mai accettare un incarico pagato con denari pubblici senza prima essere passato da regolari elezioni, dice. E prosegue: Tornerò ad essere stipendiato dai cittadini solo in caso di elezioni sennò non accetterò nulla.

Una ragazza alza la mano, presa la parola vuole sapere da Dibba cosa pensi ad oggi della prima cittadina della Capitale, Virginia Raggi: «È una donna sotto costante attacco e non c’è stata volta in cui non abbia preso le sue difese. Questa donna si è messa contro la malavita».

Poi l’affondo: «Se fosse stata del Pd, le avrebbero dedicato una fiction, l’avrebbero esaltata come eroina della sinistra che si è messa contro i Casamonica».

Comincia il firma copie, Di Battista non vuole saperne di rispondere alle domande dei giornalisti. «La presentazione del libro è mia, si fa come dico io».

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