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Il Giappone ricomincia a cacciare balene a fini commerciali

01 Luglio 2019 - 10:27 Redazione
epa06965154 The carcasses of pilot whales on the quay in Jatnavegur near Vagar on the Faroe Islands, 22 August 2018. In the Faroe Islands it is legal and a tradition to catch pilot whales. If a pod of whales is observed close to the coast, it is driven into one of the 23 approved whale bays. Here the whole pod is killed with knives. When the whales are lifted up on the quay, they are slaughtered. The catch is divided according to an intricate, traditional distribution system between the participants in the hunt and the local residents of the whale bay and people from the local area. Pilot whaling is subject to Faroese legislation, which sets the framework for the catching, killing methods and permitted equipment. The average annual catch is about 900 pilot whales, which corresponds to approximately 500 tons of whale meat and blubber. It accounts for about 30 percent of total local meat production in the Faroe Islands.  EPA/Mads Claus Rasmussen DENMARK OUT ATTENTION EDITORS: GRAPHIC CONTENT
Da trent'anni a questa parte, la domanda domestica per questo tipo di carne è calata drasticamente
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Hanno preso il largo, oggi lunedì 1 luglio, otto baleniere giapponesi. Cinque imbarcazioni dotate di arpioni hanno lasciato Kushiro, nel nord del Giappone, altre tre Shimonoseki, nel sud. Per la prima volta dopo trent’anni i giapponesi possono pescare di nuovo le balene a fini commerciali. Da qui a dicembre, i cacciatori intendono uccidere 227 mammiferi, ha annunciato l’agenzia di pesca locale al summit del G20 a Osaka sabato 29 giugno.

Domenica 30 maggio Tokyo si è infatti ritirata dalla Commissione Baleniera Internazionale. Il Giappone aveva già annunciato quest’intenzione l’anno scorso, esprimendo frustrazione per non essere riuscito a convincere gli altri membri della Commissione a supportare una caccia «sostenibile» del grande mammifero marino.

Credits: Epa Una balena sollevata al porto di Kushiro, il 4 settembre 2017

Il Giappone era già stato ampiamente criticato per aver usato una clausola nella moratoria del 1986 sulla caccia alla balena per condurre battute di «ricerca» nell’Antartico. In queste missioni venivano uccise circa 1.000 balene all’anno, nonostante le operazioni di boicottaggio portate avanti dal gruppo Sea Sheperd. La carne proveniente da queste spedizioni veniva venduta sul mercato, a dimostrazione della natura commerciale della «ricerca».

In seguito al ritiro dalla Commissione, il Giappone non avrà più accesso all’Antartico per le «operazioni di ricerca» ma condurrà le battute di caccia nella sua zona economica esclusiva. Con il ritorno della caccia alle balene, i pescatori sperano di rilanciare il consumo domestico della carne del mammifero, precipitato da 200.000 negli anni ’60 a 5.000 tonnellate l’anno.

Per molti invece, la reintroduzione del costoso programma di caccia alle balene a fini commerciali non sarà altro che l’inizio della fine della pratica stessa, che soccomberà presto a un’assenza di domanda. Già nel 1986, anno precedente all’introduzione della moratoria sulla caccia alle balene, il consumo di carne del mammifero era infatti sceso a 6.000 tonnellate l’anno.

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