Quote pesca in Sicilia, un decreto leghista mette in crisi la tonnara di Favignana

«Alle aziende sarde sarà assegnata una quota per 340 tonnellate a fronte delle 14 della Sicilia». Le tonnare rischiano di chiudere

«Oggi è morta la tonnara di Favignana (nelle isole Egadi, ndr). Lo ha deciso un sottosegretario della Lega», queste le parole del presidente dell’assemblea regionale siciliana Gianfranco Micciché in merito all’abbassamento delle quote di tonno per la Sicilia.

A comunicarlo, l’assessore regionale Edy Bandiera dopo la firma del decreto da parte del sottosegretario alle Politiche agricole Franco Manzato (Lega). Mentre monta la polemica, il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio comunica di essere «disponibile a parlare ovunque e con chiunque partendo da dati oggettivi e non da falsità».

La tonnara di Favignana è tra le più grandi del Mediterraneo

«L’azienda di Nino Castiglione (che in due anni ha investito sulla tonnara 700mila euro, ndr), con un enorme sforzo economico e col sostegno della giunta Musumeci, aveva da poco riaperto la storica struttura dando lavoro a centinaia di maestranze e restituendo al mondo una tra le più grandi tonnare del Mediterraneo», ha spiegato Micciché.

«Soltanto un leghista di Oderzo – ha aggiunto il presidente dell’assemblea regionale – Comune che dista 50 km dal mare, uno che non sa neanche cosa sia il mare, figuriamoci l’industria conserviera ittica, poteva rendersi protagonista di una distribuzione delle quote tonno a totale svantaggio di Favignana».

La ripartizione delle quote tonno nel decreto «è stata fatta su chiari principi di equità e tenendo conto dei dati storici delle catture delle singole tonnare», è la replica del sottosegretario alle Politiche agricole Manzato.

«Se ieri non avessi firmato quel decreto di ripartizione di quote di tonno rosso, Favignana non avrebbe avuto quote di pesca e quindi alcuna possibilità di ripartire perché la soglia massima di cattura assegnata all’Europa era già stata esaurita dalle tonnare sarde» ha spiegato.

Gli «effetti catastrofici» del decreto leghista

Una polemica che non intende arrestarsi: per il vicepresidente di Sicindustria, Gregory Bongiorno, se il provvedimento non verrà bloccato, potrebbe causare «effetti catastrofici». Un’assegnazione che «penalizza soltanto la Sicilia»: «Alle aziende sarde sarà assegnata una quota per circa 340 tonnellate a fronte delle 14 assegnate alla Sicilia».

Il decreto segue «logiche folli lontane dal buon senso»

Infine, interviene l’europarlamentare del M5s Ignazio Corrao che ha chiesto al ministro dell’Agricoltura Gianmarco Centinaio di ritirare e modificare il decreto di assegnazione delle quote tonno. Il motivo? «Segue logiche folli ed evidentemente lontane dal buon senso».

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