«Salvini muori, infame», parla l’autore della t-shirt incriminata (con le frasi del leghista) – L’intervista

La foto è stata ripresa dal ministro che ha commentato: «Però loro sono quelli “democratici”… ». E l’autore della maglietta: «Da ieri ricevo messaggi privati di insulti e minacce»

Giampietro Belotti ha 34 anni, è di Bergamo, e sabato era all’ultima tappa del Pride month italiano, a Milano. La notorietà di queste ultime ore la deve a una maglietta e a una foto postata su Facebook dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Nell’immagine, Giampietro indossa un cappello da generale nazista e una t-shirt rosa con alcune scritte tra cui «Salvini muori», «Salvini crepa», «Salvini bastardo». La foto è stata ripresa dal ministro che l’ha commentata citando gli slogan: «Però loro sono quelli “democratici”… ».

Il ragazzo ha commentato il post, facendo presente a Salvini che quelle frasi non erano altro che citazioni tratte da un’intervista dello stesso Salvini a Otto e Mezzo, nella quale il ministro aveva riepilogato alcuni degli insulti che gli erano stati rivolti.

Non pensa che la sua giustificazione sia una toppa peggiore del buco?

«No, affatto, perché? Cosa ho fatto di male? Io ho solo ripreso delle frasi pronunciate da lui (Salvini, ndr), né più né meno».

Perché non ha protestato in modo diverso?

«Il concetto penso sia semplice: ognuno è libero di protestare, di urlare il dissenso come meglio ritiene».

Ma questo non la assolve da un gesto che, come ha visto, si è rivelato un boomerang…

«Allora due sono le cose: o Salvini promulga una legge dove decide i termini delle proteste dei cittadini, o inizia a pesare quello che fa uscire dalla sua bocca. Non sono mica io che avveleno il clima di questo Paese. E comunque Salvini con quel post è riuscito nel suo intento».

Cioè?

«Da ieri ricevo messaggi privati di insulti e minacce. Se è questo che voleva, l’ha avuto».

Forse la sua non è stata una trovata furba, ha fatto il suo gioco in qualche modo, non crede?

«Il Pride non è un pranzo di gala, la gente oltre a sventolare le bandiere arcobaleno è arrabbiata. È una manifestazione di protesta a tutti gli effetti. Basta con questa storia che si debba essere bonton, qui parliamo di uno che va a dire in giro che la difesa è sempre legittima, che vorrebbe lasciare la gente morire in mare».

Quindi non tonerebbe indietro?

«No. Alla fine ho l’ho citato. Così come si vede dalla scritta “citazione” sul fondo della maglietta».

E lo rifarebbe?

«Assolutamente sì, altre mille volte».

Allora se l’è cercata…

«E quindi?»

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