Da Cambridge il primo robot-contadino: ha imparato a raccogliere la lattuga (o almeno ci prova)

Per quanto sembri strano raccogliere la lattuga è un compito estremamente difficile, per un robot

Chi detesta i robot e il sempre più pervasivo avvento dell’intelligenza artificiale in tutti gli ambiti lavorativi, potrebbe provare soddisfazione nel vedere delle macchine andare a raccogliere la lattuga.

Eppure non è un lavoro semplice. Tutt’oggi non esistono macchinari abbastanza efficienti per una raccolta automatizzata delle lattughe iceberg, il che rappresenta una vera sfida per Vegebot, il primo «contadino hi-tech» mandato dai suoi ideatori a fare il contadino.

Un contadino robotico

Danno il lieto annuncio i ricercatori dell’Università di Cambridge, con uno studio pubblicato dal Journal of Field Robotics. Come succede spesso nella ricerca, le capacità acquisite da Vegebot nel lavorare in ambienti incerti potranno poi essere applicate in altri ambiti, portando avanti il grande sforzo che si sta compiendo nel generare intelligenze artificiali sempre più “umane”. 

Anche solo la gestione delle capacità manuali rappresenta una sfida, come è già piuttosto noto nell’ambito delle protesi hi-tech. Ma anche il prodotto su cui si vuole operare può presentare delle difficoltà che rendono ancora insostituibili i contadini umani, come spiegano gli stessi ricercatori:

«A differenza di molti altri prodotti, l’iceberg è impegnativa da raccogliere poiché il raccolto viene facilmente danneggiato dal trattamento ed è molto difficile da rilevare visivamente». 

Una macchina che impara il mestiere

Tutto questo ha comportato l’esigenza di mettere assieme diversi traguardi importanti che stiamo raggiungendo nella robotica e nell’intelligenza artificiale, come ad esempio nel campo del machine learning, ovvero nel dare alle macchine degli algoritmi che permettano loro di imparare con l’esperienza.

A questo si aggiunge un particolare visore e la possibilità di rilevare le condizioni del terreno. Apprendere come operare sulla base delle condizioni ambientali è proprio uno degli obiettivi principali di Vegebot. Al momento però i contadini sono decisamente preferibili, ragione per cui potranno tirare un sospiro di sollievo.

I contadini lo fanno meglio

Vegebot ha mosso i suoi primi passi dentro un laboratorio, avrà bisogno di ancora un po’ di tempo per imparare il mestiere, come del resto succede anche con gli esseri umani. Solo recentemente è stata resa possibile una collaborazione tra l’Università e una cooperativa ortofrutticola.

Oggi possiamo parlare di un prototipo piuttosto goffo e lento, rispetto ad altri sistemi meccanici applicati già con grande efficienza in campo agricolo, in colture come quelle delle patate e del grano, con applicazioni su vasta scala che esistono ormai da decenni. 

Tuttavia le capacità di Vegebot sono davvero interessanti ai fini della ricerca: è in grado di individuare il «raccolto bersaglio», traendolo dal suo campo visivo, inoltre esegue una ulteriore scrematura, riconoscendo la lattuga pronta per la raccolta.

Foto di copertina: Università di Cambridge/Vegebot in azione.

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