Carabiniere ucciso, cosa hanno fatto i due americani prima e dopo l’omicidio: la trattativa col pusher – Seconda parte

Il furto della borsa di Brugiatelli, il tentativo di scambio di soldi e droga: il racconto dei due americani messo nero su bianco dal Gip

All’interno dell’ordinanza di convalida del fermo dei due giovani statunitensi, Christian Gabriel Natale Hjorth e Elder Finnegan Lee, viene riportata la ricostruzione dei fatti, prima e dopo l’omicidio del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, secondo quanto raccontato dai due ragazzi statunitensi durante gli interrogatori.


Di fronte al pubblico ministero i due ragazzi ammettono di essere gli autori del furto dello zaino di quello che risulterebbe essere l’intermediario che li aiuta a cercare la droga, Sergio Brugiatelli, e della tentata restituzione dello zaino in questione dietro pagamento di denaro. Natale Hjorth racconta di essersi recato a Trastevere per acquistare cocaina, insieme all’amico Elder, e di essersi allontanato con il mediatore – Sergio – per incontrare lo spacciatore.

Consegnati gli 80 euro per la cocaina, Natale Hjorth non avrebbe però ricevuto in cambio la droga: al momento del pagamento, si legge nel racconto, sarebbero giunte altre persone, otto, «in stato di agitazione perché litigavano tra di loro». Spaventato dal loro arrivo, Gabriel si dirige verso Elder Finnegar che, in un attimo, preleva lo zaino portandolo via con sé.

Tornati in albergo, i due avrebbero ricevuto una telefonata sul cellulare rimasto all’interno dello zaino di Brugiatelli. È qui che si accorderebbero con il proprietario per la restituzione dell’oggetto rubato, in cambio della restituzione degli 80 euro consegnati da Natale Hjorth poco prima della fuga.

Nell’attesa di incontrare il Brugiatelli, i due sarebbero stati avvicinati da due uomini che si identificano a voce alta come Carabinieri. Natale Hjorth, non avendo esperienza di Carabinieri in borghese – così si legge nell’ordinanza – ha paura per la sua incolumità e tenta la fuga spintonando uno dei due agenti per liberarsi dalla presa. Non si accorge, nel frattempo, di quanto accaduto tra Elder e l’altro Carabiniere, Mario Cerciello Rega.

Solo dopo essere tornati in albergo e dopo aver dormito, Elder confessa a Natale di aver usato un coltello, arma del delitto che avrebbe lavato e riposto in un luogo di cui Natale dice di non essere a conoscenza.

Di fronte al pubblico ministero, Elder Finnergar aveva ammesso di aver colpito più volte con l’arma il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, a lui sconosciuto, mentre quest’ultimo tentava di fermarlo. Dichiara, inoltre, di non aver capito che le due persone che hanno tentato di fermarli fossero degli agenti delle Forze dell’Ordine e di averli confusi con uomini mandati da Sergio Brugiatelli per vendicarsi del furto.

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