Quel che sappiamo della foto di Hjorth bendato e ammanettato: i tre militari con lui e i sospetti su chi sia stato

Nell’immagine ritratto anche il militare che avrebbe bendato il giovane statunitense. Ma chi ha scattato la fotografia?

A ormai 48 ore dalla diffusione della fotografia che ritrae Gabriel Christian Natale Hjorth ammanettato e bendato nella stazione dei carabinieri di Roma di Via Selci sappiamo qualcosa in più su quello che potrebbe essere successo attorno a quello scatto, che ha fatto il giro del mondo. Intanto nella stanza c’erano tre militari, di cui due in divisa e uno in borghese. Sarebbe proprio l’uomo in abiti civili quello che avrebbe bendato Hjorth.

I tre carabinieri

Dai particolari della divisa, come fa notare Fiorenza Sarzanini sul Corriere della sera, l’unico militare a cui si può attribuire un grado è quello che compare in primo piano sulla sinistra: un brigadiere. L’indagine interna avrebbe già comunque chiarito l’identità di tutti i presenti, che saranno denunciati. Da stabilire ancora è chi ha scattato la fotografia. Dal grado di angolazione, potrebbe essere stata scattata dall’esterno della stanza, forse dal terrazzino dell’ufficio.

Il nome dell’uomo che ha immortatalato la scena potrebbe essere rivelato ai magistrati nell’informativa che già oggi 20 luglio verrà rilasciata con il fine di accertare le responsabilità. La fotografia, certamente effettuata con un telefonino, è stata probabilmente inviata a una chat interna dei carabinieri pochi secondi dopo lo scatto.

Denuncia o trofeo?

Anche l’indagine dovrà chiarire anche se chi ha scattato la fotografia, e chi l’ha diffusa fuori dai canali interni, l’abbia fatto per denunciare l’abuso o per testimoniare una sorta di vendetta nei confronti del presunto omicida, mostrandolo come un trofeo.

Il sottoufficiale che è stato trasferito e a cui viene attribuita la responsabilità di aver bendato il ragazzo americano, si è difeso sostenendo che l’avrebbe fatto per «non fargli vedere quello che c’era sui monitor» e chiarisce che il tutto è durato pochi minuti, prima che Hjorth fosse avviato alle procedure di identificazione. Dall’immagine però appare evidente che i monitor, almeno quelli che visibili nella fotografia, sono spenti.

Cosa rischiano i militari

Ma cosa rischiano adesso i militari? Le accuse potrebbero essere gravissime, soprattutto nel caso fornisca alla difesa degli strumenti per invalidare la confessione dell’indagato. I reati imputabili sono gravissimi: si va dall’abuso di autorità contro arrestato o detenuto, violenza privata e, forse, di tortura.

Chi ha diffuso la foto, oltre alle possibili violazioni della privacy, può incorre un illecito sancito in base all’articolo 114 co. 6bis del codice di procedura penale.

L’articolo stabilisce che non si può pubblicare – tranne che con il consenso della persona interessata – «l’immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all’uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica».

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