Bibbiano, confermati gli arresti domiciliari per il sindaco

Il primo cittadino del comune emiliano è accusato di falso ideologico e abuso d’ufficio

Il giudice per le indagini preliminari di Reggio Emilia Luca Ramponi ha confermato gli arresti domiciliari per il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti (ora sospeso dalla Prefettura). La decisione rientra nell’ambito dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ su un presunto giro di affidi illeciti dei bambini da parte dei servizi sociali della Val d’Enza.

Carletti, che si è autosospeso dal Partito Democratico, è accusato di abuso d’ufficio e falso ideologico e si trova agli arresti domiciliari dal 27 giugno. Già dopo il lungo interrogatorio di garanzia per il sindaco erano stati confermati i domiciliari.

Il suo avvocato difensore, Giovanni Tarquini, nei giorni scorsi aveva presentato una corposa memoria difensiva chiedendone la liberazione, spiegando come per gli incarichi alla onlus di Torino ‘Hansel e Gretel’ (al centro delle contestazioni) Carletti si fosse rifatto a leggi regionali e avesse agito sempre nella legalità. Il Gip ha però confermato per lui gli arresti domiciliari.

L’accusa principale per Carletti è di non aver seguito «la giusta procedura» di affidamento dei servizi ai terapeuti. Nel testo dell’ordinanza si legge come «avrebbe dovuto seguire i rigorosi criteri di trasparenza e pubblicità previsti in argomento dal D.LGS 50/2016 nonché dalle connesse linee guida nr 4/2016 dell’Autorità Nazionale Anticorruzione: per quanto attiene agli appalti sotto soglia di € 40.000,00 anche mediante affidamento diretto da effettuarsi con provvedimento adeguatamente motivato e che tenga conto dei principi generali in tema di ‘buon andamento della pubblica amministrazione’, di rotazione, di pubblicità, trasparenza e libertà di concorrenza».

In sintesi, Carletti avrebbe riservato alla onlus un trattamento di favore da parecchi punti di vista. Trattandola come organizzazione modello e favorendola anche spingendosi al di là della legge – dicono le accuse – senza verificare cosa facesse davvero. Un comportamento molto grave che, però, nulla ha a che fare con la conoscenza dei presunti abusi compiuti dai terapeuti.

Per il suo avvocato difensore si tratta di accuse che «in sostanza riguardano la maggior parte delle attività che vengono svolte da tutti i comuni in Italia nell’affidamento di incarichi e prestazioni a soggetti che possono essere associazioni o professionisti». Il gip non sembra dello stesso avviso.

La commissione d’inchiesta

Intanto proprio oggi si è insediata la commissione d’inchiesta regionale presieduta dal pd Giuseppe Boschini (la Regione Emilia Romagna è anch’essa guidata dal Pd) per indagare sui fatti di Bibbiano. Una nomina criticata fortemente dal centro destra: «Lo stesso Pd che ha i propri esponenti coinvolti nello scandalo e che non voleva si parlasse di Bibbiano», scrive la segretaria di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, su Facebook.

«Lo stesso M5S che chiedeva verità, ma a livello locale vanta tra le sue fila un avvocato che ha rinunciato a ogni ruolo istituzionale per difendere una delle principali indagate – continua Meloni -. Una situazione talmente paradossale che farebbe quasi ridere, se di mezzo non ci fosse il dramma di tante famiglie».

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