L’archistar Calatrava deve risarcire Venezia: il suo ponte è stato troppo costoso

La sentenza della Corte dei Conti ribalta parzialmente quella di primo grado del 2015, che aveva reputato Calatrava non responsabile per l’aumento delle spese

Il ponte dell’archistar Santiago Calatrava, che collega la stazione ferroviaria di Venezia a piazzale Roma, è di nuovo sulla bocca di tutti. L’architetto spagnolo è stato condannato a pagare un risarcimento di 78mila euro al comune di Venezia per l’aumento dei costi di costruzione.

La controversia sulle spese era cominciata nel 2015, quando la Corte dei Conti del Veneto aveva assolto Calatrava e tre dirigenti del comune della città dall’accusa di danno erariale. I magistrati stabilirono che le spese non previste non fossero attribuibili a degli errori di progettazione, per i quali la conclusione dei lavori era slittata di oltre cinque anni.

In appello però la sentenza è stata ribaltata. Arrivata dopo alcuni interventi correttivi, i giudici della Corte hanno stabilito che le “gravi negligenze” di progettazione che contribuirono all’aumento dei costi dai 6,7 milioni di euro stimati inizialmente a oltre 11 milioni. Anche Salvatore Vento, ingegnere comunale, dovrà pagare un risarcimento di 11mila euro.

Il ponte di Calatrava, il più recente dei quattro presenti sul Canal Grande, viene monitorato dagli inizi della sua costruzione, avviata nell’ormai lontano 2003. Da allora, il progetto venne rivisto numerose volte per via di alcune imprecisioni nel disegno iniziale, e i tempi di realizzazione salirono da un anno e mezzo a sei.

Insieme alle tempistiche lievitarono anche i prezzi: secondo i calcoli iniziali del progetto esecutivo, il ponte sarebbe dovuto costare 6,7 milioni di euro. Alla fine, invece, ne costò più di 11.

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