Il padre di Mimmo Lucano sta morendo, lui non può tornare a Riace: l’appello a Mattarella

L’ex sindaco sta scontando il divieto di dimora per ordine del Tribunale del Riesame di Reggio Calabria

«Il papà di Mimmo sta consumando gli ultimi giorni della sua vita. Dopo il calvario di quest’ultimo anno, pensiamo che abbiano diritto, tutti e due, di salutarsi con serenità dentro le mura della loro casa». L’appello è stato lanciato dal Comitato Undici Giugno, un’associazione nata in supporto all’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano dopo l’inizio dell’inchiesta della Procura di Locri.

Perché Mimmo Lucano non può star vicino al padre malato

Mimmo Lucano si trova esiliato dal proprio paese natio, ed è potuto ritornare a Riace solo per un breve comizio in occasione delle elezioni del 28 maggio, e ha potuto incontrare il padre solo per un’ora, davanti al seggio elettorale, per poi fare subito ritorno a Caulonia, dove vive dall’ottobre scorso a seguito dell’ordinanza del Tribunale del Riesame di Reggio Calabria.

Da allora, malgrado la Cassazione abbia rigettato l’ordinanza del Riesame, il divieto di dimora è stato nuovamente confermato da parte dei giudici reggini ed è attualmente al vaglio della Suprema Corte. La misura impedisce all’ex sindaco di Riace di poter assistere e star vicino all’anziano padre, già da tempo malato e le cui condizioni di salute sarebbero andate peggiorando rapidamente nel tempo. 

L’appello al presidente Mattarella

Ed è per questo motivo che il Comitato Undici Giugno ha lanciato una petizione e rivolto un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, affinché possa mettere fine a – si legge nel comunicato – «a questa mostruosità giuridica» che impedisce a Domenico Lucano di poter star vicino al padre 93enne in fin di vita.

«Solo il Presidente, per via dei suoi poteri, può intervenire nel merito della nostra causa», ha chiosato il collettivo in supporto di Lucano, nella speranza che padre e figlio possano nuovamente riabbracciarsi.

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