Hong Kong, dopo la catena umana torna la violenza: nuovi scontri tra manifestanti e polizia

La quiete è durata poco. Tornano i fuochi e le barricate in strada e il lancio di mattoni da parte dei manifestanti. La polizia risponde con violenza

Mentre le proteste a Hong Kong entrano nella loro dodicesima settimana consecutiva, alle manifestazioni pacifiche seguono proteste violente. Negli ultimi giorni la governatrice Carrie Lam aveva tentato la via del dialogo: senza accettare le richieste dei manifestanti, aveva promesso che avrebbe avviato una «piattaforma per il dialogo» con i cittadini e indagato sulle accuse fatte nei confronti della polizia.

Soltanto ieri (venerdì 23 agosto) migliaia di persone hanno dato vita a una manifestazione pacifica in tutta la città. Ma oggi le manifestazioni sono tornate a essere violente, con scontri tra forze dell’ordine e cittadini.

I manifestanti continuano ad esigere che la legge sull’estradizione di dissidenti in Cina venga definitivamente accantonata. Chiedono inoltre che sia avviata un’inchiesta indipendente sugli abusi commessi dalle forze dell’ordine e che siano rilasciati e assolti i dissidenti che si trovano attualmente in carcere.

“Hong Kong way”

A partire dalle 8 di sera di venerdì 23 agosto in un plateale gesto di solidarietà e di resistenza nei confronti di Pechino e della governatrice Lam, migliaia di manifestanti hanno stretto le mani e formato una catena umana. Più di 200mila persone, secondo gli organizzatori, hanno partecipato all’iniziativa, formando una catena lunga più di 60 chilometri che spaziava dai quartieri popolari della città a quelli più blasonati.

La protesta pacifica rimandava alla catena Baltica – nota anche come la Via Baltica – una manifestazione che avvenne il 23 agosto 1989 nelle Repubbliche socialiste sovietiche di Estonia, Lettonia e Lituania quando circa 2 milioni di persone si unirono per protestare contro l’occupazione sovietica e le difficili condizioni economiche a cui erano sottoposte.

Gli Scontri

ANSA / La polizia spara dei lacrimogeni contro i manifestanti a Kwun Tong, Hong Kong

Dopo la protesta pacifica sono tornati gli scontri tra la polizia e i manifestanti che avevano annunciato di voler paralizzare le vie di comunicazione con l’aeroporto della città, già teatro di manifestazioni e scontri nelle scorse settimane, quando più volte è stato paralizzato con occupazioni il trasporto pubblico.

Nell’area industriale di Kwun Tong sono tornate le barricate per strada, il lancio di oggetti e l’uso di lacrimogeni da parte della polizia che in un comunicato stampa ha dichiarato di aver dovuto ricorrere a metodi violenti per disperdere i manifestanti dopo che questi avevano appiccato fuochi e lanciato mattoni contro le forze dell’ordine.

Rilasciato funzionario del Consolato britannico

Oggi, intanto, (sabato 24 agosto) in un segno di parziale disgelo, è stato rilasciato un funzionario del consolato britannico a Hong Kong. Era stato fermato dalle autorità cinesi sulla via del ritorno dopo un viaggio di lavoro a Shenzhen. Secondo la polizia, l’uomo, di nome Simon Cheng, sarebbe stato detenuto per quindici giorni dopo aver confessato di aver trasgredito alla legge cinese, senza però specificare quale reato abbia realmente commesso.

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