Hong Kong, manifestanti chiedono aiuto a Donald Trump. Arrestato (di nuovo) Joshua Wong

La loro richiesta al presidente americano Donald Trump è semplice: mettere alle strette Pechino e prendere sotto la sua protezione Hong Kong

A Hong Kong non si erano mai visti i manifestanti sfilare con così tante bandiere americane. Dopo la catena umana di fine agosto, gli scontri violenti con la polizia, gli attivisti si sono appellati al presidente americano, Donald Trump, l’ennesima provocazione nei confronti della Cina.

Intanto le manifestazioni a Hong Kong sono alla loro quattordicesima settimana. Per fermarle non è bastata la decisione della Governatrice Carrie Lam di ritirare del tutto la legge che autorizzava l’estradizione di dissidenti in Cina, la causa scatenante delle proteste.

Hong Kong a stelle e strisce

Migliaia di manifestanti hanno intonato l’inno americano mentre, domenica 8 settembre, marciavano diretti al Consolato americano nella città. La loro richiesta al presidente americano Donald Trump è semplice : mettere alle strette Pechino e prendere sotto la sua protezione Hong Kong.

Gli attivisti chiedono agli Usa di varare l’Hong Kong Human Rights and Democracy Act, prendendosi così la responsabilità di valutare annualmente stato di autonomia di Hong Kong rispetto alla Cina e – qualora questa autonomia dovesse venire meno – revocare i privilegi commerciali di Hong Kong che tanto beneficano anche la Cina continentale.

Le ultime settimane hanno visto gli Stati Uniti assumere una posizione più critica nei confronti della Cina e della Governatrice. Inizialmente Donald Trump aveva chiamato le manifestazioni «disordini», evocando il linguaggio usato da Carrie Lam.

Lo scorso mese invece ha invitato la Cina a occuparsene in modo «umano». Sabato 7 settembre il segretario della difesa americano Mark Esper aveva invitato la Cina a mostrare ritegno nei rapporti con Hong Kong.

Nuovi scontri e arresti

ANSA / I manifestanti danno fuoco all’entrata della metropolitana di Central MTR

In una dinamica ormai familiare, la manifestazione, che era iniziata in modo pacifico in mattinata, è andata degenerando nel primo pomeriggio. I manifestanti hanno eretto barricate in alcune delle zone più prestigiose della città. Hanno inoltre preso d’assalto l’entrata alla stazione metropolitana Central MTR, nel cuore del quartiere finanziario della città.

In parallelo agli scontri, la polizia di Hong Kong ha arrestato nuovamente l’attivista pro-democrazia Joshua Wong, uno dei principali volti del movimento degli ombrelli nato nel 2014. Wong è stato arrestato mentre si preparava a lasciare Hong Kong per un viaggio che lo avrebbe portato in Germania e negli Stati Uniti.

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