«Schumacher ha ripreso conoscenza»: magari, ma l’indiscrezione non ha nessun riscontro

di OPEN

Il quotidiano francese Le Parisien ha riportato una frase che avrebbe detto una dottoressa dell’ospedale in cui è ricoverato il campione tedesco. Nonostante la realtà delle condizioni finora note dell’ex pilota

Premessa d’obbligo: quando una persona pubblica, amata e popolare, lotta per la vita si crea un circuito di emozione, partecipazione, solidarietà. Lo abbiamo visto in tante vicende, anche recenti. Nello sport, già teatro delle passioni e delle speranze più assolute, questo sentimento si amplifica ancor di più. Chi può essere rimasto impassibile di fronte all’immagine del guerriero Sinisa Mihajilovic che torna a sorpresa un minuto prima dell’inizio della partita di campionato sulla panchina del Bologna dopo aver vinto il suo primo round con la leucemia?

Ma un conto è questo, ben altro è creare e gonfiare notizie miracolistiche destinate poi a essere cancellate a contatto con la durezza dei fatti veri. Il quotidiano francese Le Parisien lancia la bomba su Michael Schumacher, il più grande pilota della storia recente della Formula Uno, l’uomo che ha riportato la Ferrari in cima al mondo, e che un incidente sugli sci ha relegato sei anni fa a una sopravvivenza solamente vegetativa, con la gran parte delle attività cerebrali compromesse in modo apparentemente definitivo. Trasportato nei giorni scorsi in una clinica di Parigi, la Georges Pompidou, all’avanguardia nelle terapie che utilizzano le cellule staminali, Schumi avrebbe ripreso conoscenza, scrive il giornale parigino, e anzi addirittura avrebbe comunicato con il suo ex direttore sportivo Jean Todt.

E quale sarebbe la fonte? A quel che si capisce dall’articolo un infermiere, che avrebbe captato un brandello di conversazione tra un medico e un altro. Il niente, quindi, in assenza di un riscontro. E questa indiscrezione, senza alcun seguito, domina come un rimbombo nel vuoto i social e i media, alimentando speranze, ricordi, rimpianti e soprattutto click. Ma non è una notizia.

È legittimo credere ai miracoli, e però non è questa la strada perché si compiano. Le notizie, quelle più gravi dei giorni successivi alla caduta sulla pista di sci nel terzultimo giorno del 2013, quelle che poi davano conto del periodo in stato di coma farmacologico, e quindi quelle sulla sua stabilizzazione nei lunghi anni successivi sono sempre state fornite da comunicati della sua famiglia. Dovessero mai arrivare notizie, per esaltarci o per deluderci, quella sarebbe la fonte. Il resto sono solo chiacchiere e hashtag.

Leggi anche: