L’Argentina dichiara l’«emergenza alimentare» fino al 2022. Torna feroce la crisi: i dati dell’Onu

Nel Paese, più della metà dei bambini vive sotto la soglia della povertà

Dopo settimane di proteste, il Senato argentino ha approvato mercoledì 18 settembre una legge che riconosce l’emergenza alimentare e prevede un aumento del 50% dei programmi di sostentamento della popolazione, fino al 2022. Il Paese si trova infatti in condizioni di povertà e disoccupazione sempre più estreme e da mesi le piazze gridano la loro disperazione.

La legge è stata approvata la settimana scorsa dalla Camera, sostenuta anche dal partito di centrodestra del Presidente Mauricio Macrì che si era inizialmente opposto al provvedimento. I sondaggi mostrano infatti un netto calo di consensi per il Presidente che ha promosso misure di austerità volte a rispettare i parametri del Fondo Monetario Internazionale.

Foto: EPA/Juan Ignacio Roncoroni

Queste sono state accolte di buon grado dalla comunità internazionale ma non dalla popolazione locale, che ha punito Macrì alle primarie presidenziali di agosto. Il 27 ottobre la popolazione sarà chiamata alle urne e pare che la coalizione di sinistra di Alberto Fernandez, affiancato dall’ex presidente Cristina Fernandez Kirchner, avrà la meglio sull’attuale presidente.

La crisi

I numeri dell’ONU parlano chiaro: tra il 2014 e il 2018 le persone in «grave» precarietà alimentare, cioè che che mangiano da nessuna a una volta al giorno, è passato da 2.5 a 5 milioni. Gli argentini che vivono questa condizione meno di frequente sono invece 14 milioni, 32% della popolazione. Più della metà dei bambini argentini vivono sotto la soglia della povertà, scrive Al Jazeera.

Foto: EPA/Juan Ignacio Roncoroni

L’economia argentina, già in profonda crisi da due anni, ha subìto un’ulteriore scossa il mese scorso quando il valore del peso è crollato e i prezzi sono aumentati, mettendo ulteriormente in difficoltà chi fatica ad arrivare a fine mese. Recessione e inflazione, ormai all’opera da anni, hanno messo il Paese in ginocchio.

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