Vespa sull’intervista alla donna scampata al femminicidio: «La rifarei, ma starei più attento a usare certe frasi»

«Negli ultimi 18 anni di lavoro ho dedicato 66 trasmissioni alle donne», ha detto il conduttore

Bruno Vespa risponde e accenna un mea culpa in merito all’intervista condotta pochi giorni fa durante la trasmissione su Raiuno, Porta a Porta – e che ha scatenato polemiche tanto da spingere l’ad della tv pubblica a chiedere delucidazioni sulla vicenda.

L’intervistata era Lucia Panigalli, una donna sopravvissuta per miracolo a un assalto organizzato da Mauro Fabbri, un uomo che aveva frequentato per qualche mese.

Incalzato dalla giornalista che gli chiede se quell’intervista la rifarebbe tale e quale all’originale, Vespa risponde, sulle pagine de La Stampa che «certo, ma cercherei di stare attento a non usare frasi che possono prestarsi ad equivoci».

Anche perché, come sottolinea il giornalista e conduttore, «negli ultimi 18 anni di lavoro ho dedicato 66 trasmissioni alle donne. Ho dato ampio spazio alle madri di ragazze uccise, alle donne sfregiate o violentate che hanno voluto parlare della loro tragedia».

L’intervista si incentra sugli umori post crisi di governo e sul match che Vespa arbitrerà a ottobre tra i due Mattei del panorama politico: Salvini e Renzi. Sull’incontro con Salvini, ad esempio, avuto dopo la nascita del neo esecutivo, Vespa dice: «Mi è sembrato molto deluso ma molto motivato nel caricare i suoi».

E poi dà a entrambi alcuni consigli per la sfida in tv: «Andate su temi concreti. Gli slogan non servono. Il pubblico apprezza quello che capisce».

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