Cori razzisti durante Atalanta-Fiorentina, 3 minuti di silenzio in campo. La Fifa: «Grave, l’Italia non migliora»

«Bisogna identificare gli autori e buttarli fuori dagli stadi. Ci vuole, come in Inghilterra, la certezza della pena. Non bisogna avere paura di condannare i razzisti, dobbiamo combatterli fino alla fine», dice Infantino

Di nuovo un episodio di razzismo negli stadi: oggi è stata la volta di Atalanta-Fiorentina, con insulti razzisti allo stadio Tardini di Parma ai danni del terzino viola Dalbert. L’episodio arriva dopo quelli delle scorse giornate a Cagliari e Verona capitati a Romelu Lukaku e Frank Kessie.

La partita ha subito uno stop di tre minuti, fino a quando non è stato fatto l’annuncio all’altoparlante, “accolto” per tutta risposta dai fischi di parte del pubblico.

Il match è stato interrotto al 30’ del primo tempo dopo i cori provenienti dalla curva dell’Atalanta e le proteste del difensore della Fiorentina che si è lamentato con l’arbitro Orsato ed è temporaneamente uscito dal campo andando verso la panchina di Montella.

La condanna della Fifa

Il razzismo «si combatte con l’educazione, condannando, parlandone, non si può avere razzismo nella società e nel calcio. In Italia la situazione non è migliorata e questo è grave», dice il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ospite di 90° minuto su Rai2.

«Bisogna identificare gli autori e buttarli fuori dagli stadi. Ci vuole, come in Inghilterra, la certezza della pena. Non bisogna avere paura di condannare i razzisti, dobbiamo combatterli fino alla fine», dice Infantino.

In copertina il difensore della Fiorentina Dalbert durante Fiorentina-Juventusallo Stadio Artemio Franchi di Firenze, 14 settembre 2019 ANSA/Claudio Giovannini

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