Londra, un museo sulla schiavitù per combattere il razzismo

Secondo il primo cittadino di Londra la conoscenza della storia passata potrà rafforzare l’impegno nella lotta all’ineguaglianza razziale

Combattere il diffondersi del razzismo con un museo sulla storia del commercio di schiavi? È l’idea che arriva dalla Fabian Society di Londra.

«Conoscere la natura della nostra città e il ruolo della nostra nazione nelle rotte transatlantiche del commercio di schiavi può aiutare ad approfondire la nostra conoscenza del passato e rafforzare il nostro impegno nella lotta al razzismo e all’odio in tutte le sue forme», ha dichiarato il sindaco di Londra Sadiq Khan, tra i maggiori sostenitori della proposta.

L’idea dell’apertura del museo arriva dall’associazione democratica di sinistra Fabian Society, che in uno dei suoi ultimi rapporti ha segnalato al primo cittadino della capitale inglese diverse raccomandazioni nel caso fosse rieletto per un secondo mandato.

«Finché la Gran Bretagna non farà i conti con la sua storia sarà impossibile capire e sradicare le opinioni che continuano a giustificare l’ineguaglianza razziale al giorno d’oggi», scrive Omar Khan, direttore del Runnymede Trust, think tank che si occupa di discriminazione razziale.

Assieme a Bristol e Liverpool, il porto di Londra è stato uno dei maggiori passaggi di transito nel commercio degli schiavi e la sua economia era fortemente dipendete dalle risorse raccolte nelle colonie del centro America, come lo zucchero caraibico.

Molti attivisti hanno lamentato il fatto che il discorso attorno alla schiavitù britannica è sempre stato dominato dal ruolo avuto da Londra nell’abolire la pratica, senza mai affrontare il suo ruolo e le atrocità nel perpetrarla nell’arco di più di 200 anni.

L’idea è più che «benvenuta e arriva al momento giusto», ha detto Sadiq Khan, il primo sindaco musulmano della storia della metropoli inglese: «È giusto che i londinesi vedano e riflettano sulla storia in uno dei musei ed edifici culturali della nostra città».

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