Arabia Saudita, per la prima volta il Regno offrirà visti turistici

Il principe ereditario apre le porte a 49 nazioni. Una mossa volta a recuperare la sua immagine di “riformatore” oscurata dal caso del giornalista saudita ucciso a Istanbul

Mentre Riad continua a non dare risposte sul caso Khashoggi, dopo che l’Onu ha affermato di avere prove credibili contro Mohammad Bin Salman, il principe “riformatore” tenta una mossa a sorpresa: per la prima volta l’Arabia Saudita offrirà visti turistici ai viaggiatori intenzionati a visitare il Paese medio orientale.

«Aprire il mercato ai turisti internazionali è un momento storico per il nostro Paese. I visitatori rimarranno sorpresi… per i tesori che abbiamo da condividere, compresi cinque siti patrimonio dell’Unesco, una vibrante cultura locale e bellezze naturali mozzafiato» , ha sottolineato Ahmed al-Khateeb.

L’annuncio arriva a due settimane dall’attacco ai pozzi petroliferi sauditi attribuito all’Iran che ha scosso il mercato del greggio alimentando i timori di un’escalation di tensioni in Medio Oriente.

L’Arabia Saudita aprirà le porte ai turisti di 49 nazioni, anche allentando le restrizioni sul codice di abbigliamento per le donne straniere che non dovranno indossare l’abaya, il tipico indumento femminile utilizzato in molti paesi del mediorientali per coprire tutto il corpo eccetto la testa.

Fino ad oggi, i visti turistici in Arabia Saudita venivano concessi solo agli imprenditori espatriati, ai loro dipendenti e ai musulmani in pellegrinaggio alla Mecca e a Medina.

Lo scorso anno Riad aveva iniziato a concedere visti temporanei per eventi sportivi e culturali.

Il governo saudita spera che il turismo possa arrivare a produrre il 10% del Pil entro il 2030 contro l’attuale 3% attirando 100 milioni di turisti all’anno, tra domestici e stranieri.

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