L’autolesionismo tra i ragazzi raccontato in tv

Erika rifiutava il cibo e si tagliava mentre Alessandro, che sin da piccolo soffriva di un disturbo d’ansia generalizzato, si faceva docce bollenti autoinducendosi collassi

Il suicidio nel mondo, secondo l’organizzazione mondiale della Sanità, è la seconda causa di morte tra giovani e giovanissimi, tra i 15 ai 29 anni. Nel nostro Paese la tendenza al suicidio è in calo, come rilevato dall’Istat: cresce, invece, il fenomeno dell’autolesionismo tra gli adolescenti.

Il documentario

Così, in occasione della giornata internazionale della salute mentale, arriva in prima tv – giovedì 10 ottobre alle 23:05 su Real Time – Tagli, un documentario, prodotto da Darallouche Film per Discovery Italia, che racconta le storie di autolesionismo di tre giovani ex pazienti del Bambin Gesù.

Le storie di Ana, Erika e Alessandro

Ana, Erika e Alessandro raccontano in prima persona la loro esperienza e il loro percorso di guarigione fino a oggi insieme al profesore Stefano Vicari, neuropsichiatra infantile e responsabile dell’unità di Neuropsichiatria infantile dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.

In cosa consiste l’autolesionismo

La prima storia a essere raccontata sarà quella di Ana, una ragazza che all’età di 13 anni ha cominciato a tagliarsi ripercuotendo la sua sofferenza nel dolore fisico. Il motivo? Una disregolazione dell’umore.

La seconda storia è quella di Erika, ragazza che, a causa di alcuni problemi di apprendimento a scuola, ha sviluppato una fobia sociale che l’ha portata, nel tempo, a rifiutare il cibo e a tagliarsi.

La terza storia, invece, è quella di Alessandro, che sin da piccolo ha sofferto di un disturbo di ansia generalizzato. L’autolesionismo, nel suo caso, consisteva nel farsi docce bollenti autoinducendosi collassi dovuti anche al suo problema al cuore.

Foto in copertina: Real Time | Ufficio stampa Discovery Italia

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