Sparatoria Trieste, denunciate tre persone per i loro commenti social: «Offendono la memoria dei poliziotti uccisi»

«Non è tollerabile gioire per la morte di due poliziotti e augurarsi che sciagure del genere si ripetano con maggiore frequenza, solo per dare sfogo a pensieri dettati da una ideologia insana e antipolizia», è la posizione del Sap

È già accaduto con il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. Stavolta le vittime dei leoni da tastiera sono i due giovani poliziotti, uccisi durante una sparatoria nella Questura di Trieste, Matteo Demenego e Pierluigi Ratta.

I post contro la polizia

Sono tre i commenti intercettati dal Sap (il sindacato autonomo di polizia) che è passato dalle parole ai fatti. Tre le persone denunciate.

C’è chi ha scritto: «Sbirri di me**a, adesso per vendicare il povero Stefano Cucchi devono sbranarvi in gabbia. È quasi arrivato il vostro momento. Vi voglio proprio vedere me**e secche […] Spero che incontrate chi vi sottomette a dovere dalla mattina alla sera. Me**e, le notti saranno lunghe e non vi devono dare tregua, vi devono mangiare vivi». E ancora: «Suca*e sbirri di mer**a, più forte di prima». E infine: «Due sbirri sono stati uccisi e a me non me ne frega un ca**o. Morte a loro e salute a me».

La denuncia del Sap

«Non c’è limite all’indecenza. I nostri colleghi Demenego e Rotta erano morti da solo poche ore e sul web, più di qualcuno, ha pensato di spargere odio offendendo la loro memoria e il loro sacrificio. Come sempre non siamo rimasti a guardare e li abbiamo denunciati alla procura della Repubblica», ha dichiarato Stefano Paoloni, segretario generale del Sap.

«Non è tollerabile – ha aggiunto – gioire per la morte di due poliziotti e augurarsi che sciagure del genere si ripetano con maggiore frequenza, solo per dare sfogo a pensieri dettati da una ideologia insana e antipolizia. Ci auguriamo che siano presi giusti provvedimenti nei confronti di queste persone. Lo dobbiamo alla memoria dei colleghi e al dolore dei loro familiari».

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