Sparatoria a Trieste, il killer sarebbe già stato in carcere a Santo Domingo

Sarebbero tre le inchieste aperte nei confronti di Meran nel suo Paese dʼorigine. Ma in Italia risultava incensurato

Cominceranno questa mattina i veri esami autoptici sulle salme dei due agenti uccisi nella sparatoria in Questura a Trieste di venerdì 4 ottobre. Fino ad ora, infatti, sono stati compiuti da parte dell’ anatomopatologo Fulvio Costantinides, incaricato dalla Procura, soltanto esami preliminari.

La difesa, affidata all’avvocato Francesco Zacheo, ha nominato Fausto Preite come proprio consulente. Lo stesso legale ha nominato anche un perito balistico, Sandro Lopez. Secondo quanto si è appreso, gli esami proseguiranno ad oltranza, scrive l’Ansa, fino a quando non saranno individuate le risposte da dare ai numerosi e accurati quesiti posti dalla Procura di Trieste.

E nel frattempo ancora nuovi dettagli emergono su Alejandro Augusto Stephan Meran, il dominicano che ha più volte aperto il fuoco nella questura di Trieste uccidendo due agenti, Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, ai quali è riuscito a sottrarre l’arma dalla fondina della divisa.

Sarebbero tre le inchieste aperte nei confronti di Meran nel suo Paese dʼorigine. Secondo un’informativa della Direzione nazionale antidroga Meran è stato infatti arrestato per droga nel Paese caraibico. Lo riporta il quotidiano La Stampa citando fonti vicine all’antidroga della Repubblica caraibica, sentite grazie al contributo di Alicia Ortega, celebre giornalista investigativa. «Aspettiamo di ricevere per vie ufficiali informazioni dettagliate dalla Repubblica dominicana, commentano gli investigatori».

In Italia l’uomo risultava incensurato.

Nel frattempo, secondo quanto riporta il Tgr Rai del Friuli Venezia Giulia, il 29enne sarebbe ricercato dalle autorità tedesche a causa di un presunto furto di un’automobile a bordo della quale avrebbe poi avuto un incidente stradale a Monaco nei pressi dell’aeroporto. Si ipotizza che volesse prendere a tutti i costi un volo per Santo Domingo.

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