All’alba è cominciata la guerra di Trump contro vini francesi, whisky e parmigiano: via ai dazi

Un duro colpo per il Made in Italy, ma anche per tanti prodotti Made in Europe, per un valore complessivo di 7,5 miliardi di dollari

I tentativi di mediazione dell’ultima ora non sono serviti a niente, e neanche le parole pronunciate dal nostro presidente della Repubblica Mattarella in visita alla Casa Bianca hanno avuto alcun effetto nel tentativo di bloccare o almeno differire l’introduzione dei dazi americani su alcuni prodotti europei.

Questa mattina alle 6 italiane, la mezzanotte di Washington, sono infatti scattati i dazi degli Stati Uniti contro alcune tipologie di prodotti, soprattutto alimentari, europei, che subiranno quindi un rincaro del 25%.

Ci vanno di mezzo anche i formaggi italiani dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano al pecorino. Un colpo duro: ma va molto peggio ad altri, perché soprattutto a essere colpiti sono Paesi come la Francia che trova dazi su tutti i suoi vini e su tanti altri prodotti così come la Gran Bretagna viene colpita anche nel whisky scozzese.

Va ricordato che questi dazi che hanno un valore complessivo di 7 miliardi e mezzo di dollari non sono un capriccio della Casa Bianca, ma una misura alla quale gli Stati Uniti hanno diritto secondo quanto ha stabilito il Wto, l’organizzazione mondiale per il commercio, perché danneggiati dagli indebiti aiuti dati a suo tempo (nel 2004) al Consorzio europeo per la costruzione di aerei Airbus, consorzio del quale peraltro non faceva parte l’Italia (ed è questo il motivo per cui i dazi nei confronti nostri prodotti sono per estensione e peso molto minori di quelli di altri Paesi europei, e cioè Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna).

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