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Boeing 737 Max 8, l’azienda sapeva del problema al software

19 Ottobre 2019 - 08:53 Felice Florio
epa07434254 A heap of debris from the wreckage of an Ethiopia Airlines Boeing 737 Max 8 aircraft are piled at the crash site near Bishoftu, Ethiopia, 13 March 2019. Ethiopian Airlines flight ET 302 carrying 149 passengers and 8 crew was en route to Nairobi, Kenya, when it crashed on 10 March 2019 by yet undetermined reason. All passengers and crew aboard died in the crash. The Boeing 737 Max 8 aircraft has come under scrutiny after similar deadly crashes in Ethiopia and Indonesia within a few months. Several countries have banned the plane type from their airspace and many airlines have grounded their 737 Max 8 planes for safety concerns after the Ethiopian Airlines plane crashed minutes after take-off on 10 March.  EPA/STR
La notizia è emersa da una conversazione tra due dipendenti dell'azienda. Il software dell'aereo «impazzisce nel simulatore», avevano detto
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Sono morte 346 persone nei due incidenti aerei che hanno portato alla luce i problemi del 737 Max 8, aereo costruito dalla Boeing: l’azienda è finita sotto processo per accertare eventuali responsabilità negli avvenimenti di ottobre e marzo scorso. Prima il volo di Lion Air, vettore indonesiano, caduto al largo delle coste di Giava. Poi quello dell’Ethiopian Airlines, precipitato sei minuti dopo il decollo il 10 marzo 2019 e a bordo del quale c’erano anche otto italiani. Dalle indagini, ancora in corso, il 18 ottobre è emerso un dettaglio inquietante: Boeing sapeva dei problemi al sistema automatico di stabilità. Gli investigatori sarebbero entrati in possesso di una conversazione via sms intercorsa tra due dipendenti dell’azienda.

Nello scambio di messaggi, Mark Forkner, all’epoca pilota per la Boeing, scrive a un collega: «Impazzisce nel simulatore». «Beh, ti dico che non sono bravo a pilotare, ma è stato scandaloso», aggiunge, raccontando l’esperienza a tale Patrik Gustavsson. La risposta di quest’ultimo mette in luce la necessità di aggiornare le istruzioni nel manuale di volo. La conversazione è avvenuta nel 2016, due anni prima dell’incidente in Indonesia, e le evidenze sarebbero state tenute nascoste alla Federal aviation agency.

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