Leopolda, abbiamo un problema. Sulla crescita di Italia viva, l’ostacolo dell’immagine di Renzi

di OPEN

Il nuovo partito c’è, ma il suo fondatore porta con sé il fardello della fiducia persa con gli elettori

Italia Viva è ormai una realtà del panorama politico: lunedì ha partecipato al primo vertice ufficiale della maggioranza di governo a Palazzo Chigi sulle modifiche alla manovra, solo un giorno dopo aver concluso quella sorta di congresso fondativo che è stata la Leopolda 10.

I suoi dirigenti hanno ampia visibilità nei talk show, e il suo leader ha ripreso il centro del ring con il duello Matteo vs Matteo da Vespa e con partecipazioni forti da Giletti e da Fazio. Da quando Italia Viva viene testata nei sondaggi sta in una fascia la cui media è del 4,5%, che per una forza con un solo mese di vita non è certo disprezzabile.

Il vero problema è un altro, e riguarda il suo leader e fondatore, che ancora non riesce a invertire la percezione prevalentemente negativa in cui l’avevano relegato le vicende politiche post referendum 2016. Per usare un eufemismo si può dire che la maggior parte dell’opinione pubblica non ha ripreso a fidarsi di Renzi, e la sua creatura politica viene da molti giudicata un veicolo delle sue ambizioni e poco altro.

Indicativi due diversi sondaggi pubblicati ieri sera. Pagnoncelli per Di martedì ha chiesto «Renzi sta lavorando per…»: solo l’8% ha risposto «il bene del Paese» mentre l’85% sceglie la risposta più egoistica «soprattutto per sé stesso».

Un problema che trova riscontro nell’indagine di Ixè per Cartabianca sulla fiducia agli esponenti politici, che vede Renzi staccatissimo da tutti gli altri protagonisti a quota 12. Per l’ex premier, che cinque anni fa era l’uomo politico più popolare d’Italia, non è certo una sorpresa.

Molto è ancora da fare e da ricostruire, e la politica non è solo immagine: ma certo anche questi numeri contano. Vedremo che strategia metterà in campo per invertire la tendenza

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