Siria, gli effetti del patto russo con Erdogan. Il Cremlino accusa gli Usa: «Avete tradito i Curdi»

L’evacuazione delle milizie curde dal nordest della Siria è ancora in corso ma il Cremlino fa sapere che se non sarà completato entro la fine del nuovo cessate il fuoco, lasceranno libero il campo alla Turchia

Finita la guerra degli Stati Uniti in Siria, inizia la pace di Vladimir Putin. Allo scadere della tregua negoziata da turchi e americani, il presidente russo e Recep Tayyip Erdogan ne hanno concordata una nuova. Un successo diplomatico che però è anche a uso e consumo domestico, come dimostrano le accuse di tradimento fatte dal Cremlino nei confronti degli Stati Uniti e consegnate ai media russi.

ANSA / Il portavoce del Cremlino Dimitri Peskov

L’accusa di Peskov

Come scrive l’agenzia Reuters, il portavoce del Cremlino Dimitri Peskov avrebbe ha dichiarato che gli Stati uniti che «per anni erano stati i più vicini alleati dei curdi» gli hanno essenzialmente «abbandonati e traditi». «Adesso gli americani preferiscono lasciare i curdi al confine con la Turchia – avrebbe aggiunto Peskov.- praticamente costringendoli a combattere i turchi».

Stando a quanto riportato, Peskov avrebbe aggiunto che la Russia era intervenuta per evitare il peggio, consigliando ai curdi di ritirarsi dal confine con la Turchia per non essere “distrutti” dall’esercito turco. Nel caso di un mancato ritiro, ha aggiunto il portavoce del Cremlino, Mosca si vedrebbe costretta a cessare l’operazione e di lasciare il campo libero alla Turchia.

Entra la Russia, escono gli Stati Uniti

Le forze curdo-siriane hanno già annunciato il ritiro dalla zona di sicurezza nel nord-est della Siria, come richiesto dall’accordo tra gli Stati Uniti e la Turchia – che dava 5 giorni alle milizie curde per lasciare il territorio – , quindi il nuovo cessato il fuoco dovrebbe servire a completare l’evacuazione delle truppe dello Ypg e dei civili rimasti.

Militari russi verranno dunque mandati nel nordest della Siria per rimuovere e disarmare le truppe Ypg che rimangono. Continua invece il ritiro delle truppe americane dalla Siria verso l’Iraq: i militari che rimarranno avranno il compito invece di presidiare le aree petrolifere per evitare che cadano nelle mani dell’Isis.

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