Conte attacca ancora Salvini (e mette le mani avanti): «Non provarci, l’Umbria è solo una Regione»

Matteo Salvini ha ulteriormente alzato i toni e ha lanciato la sfida: visto che i leader di Pd e M5s ci hanno messo la faccia, una sconfitta in Umbria è una loro sconfitta, e il preannuncio della fine del governo Conte Due

Sì, è vero. Ieri e oggi anche lui ha fatto il suo giro d’onore, tra la visita all’azienda modello di Brunello Cucinelli alla sfilata comune con Zingaretti, Di Maio, Speranza e il candidato governatore della Regione Bianconi.

Ma per il presidente del consiglio l’Umbria non deve diventare una trappola pericolosa. Perché il suo ex vicepremier e ormai nemico giurato Matteo Salvini ha ulteriormente alzato i toni e, concludendo la sua massiccia campagna elettorale nella Regione, battuta palmo a palmo, ha lanciato la sfida: visto che i leader di Pd e M5s, e soprattutto il premier, ci hanno messo alla fine la faccia, una sconfitta in Umbria è una loro sconfitta, e il preannuncio della fine del governo Conte Due.

Figurarsi la reazione di Palazzo Chigi: appena rientrato a Roma il presidente del consiglio ha fatto divulgare una nota ufficiosa ma certo non ambigua: «Le votazioni in Umbria sono un voto regionale. Chi continua a dire che si tratta di un test nazionale sta strumentalizzando l’Umbria per propaganda elettorale».

Traduzione: Matteo, non ci provare. Anche se andasse come speri tu, di qui non mi schiodi…

Vediamo come andrà: se per l’asse di governo trasformatosi in alleanza regionale le cose dovessero andare bene o comunque onorevolmente (sconfitta di misura), le cose potrebbero non cambiare, e anzi lo schema dell’alleanza riproporsi in Calabria e in Emilia Romagna.

Ma se dovesse andare diversamente gli effetti non sono prevedibili dagli osservatori e nemmeno, in verità, da Palazzo Chigi.

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