Esploderà sui migranti la prossima contraddizione nel governo giallorosso

di OPEN

Luigi Di Maio aveva dichiarato stamattina che la Ocean Viking non può sbarcare sempre in Italia. Ma poche ore dopo è arrivato l’ok del Viminale all’attracco

Forse non tutti se ne sono resi conto, ma nell’importante intervista al Corriere della Sera in cui ha dichiarato già chiusa la stagione delle alleanze locali col Pd, e ricordato non a caso le sue perplessità d’agosto su un governo col partito di Zingaretti, il capo politico del M5s Luigi Di Maio ha anche dissotterrato l’ascia di guerra su un altro argomento molto divisivo: «Anche sul tema migranti, mi faccia dire, non se ne può fare un tema elettorale. Guardiamoci in faccia: esiste un problema? Sì. Va risolto? Sì e non dobbiamo aver paura a dirlo, non si può arrivare al paradosso che dire che l’Italia non può farsi carico di tutti i migranti che partono dalle coste del Nord Africa, diventi motivo di vergogna. Bisogna fare la cosa giusta, non quella che spaventa di meno. Non è possibile che la Viking per l’ennesima volta sbarchi sempre e solo in Italia».

Non è possibile, ma è successo, perché alle 13.30 il ministero dell’Interno ha concesso il via libera allo sbarco dei migranti a Pozzallo, nello stesso momento in cui un altro leader politico esprimeva lo stesso concetto di Di Maio: «Sarebbe un inaccettabile affronto per l’Italia se l’Ocean Viking, nave norvegese di ong francese, dovesse sbarcare per l’ennesima volta sempre e solo in Italia».

Il problema è che queste parole sono di Matteo Salvini, l’arcinemico del governo giallorosso e ormai anche dell’ex alleato Di Maio.
La verità è che il ministro degli Esteri considera rovinoso l’appiattimento del Movimento sulle posizioni del Pd, e anzi lo ritiene la causa pressoché esclusiva del crollo elettorale di domenica. Per Di Maio l’anima dei militanti m5s non è certo di sinistra, mentre lo è quella di una parte degli eletti, per formazione o per convenienza: non è un segreto per nessuno che questo è il motivo della diffidenza palese con Fico.

Ma è chiaro anche che sui migranti lo spazio di mediazione è minimo, soprattutto per quella parte del Pd che sul tema si è esposta in questi anni (Delrio e Orfini erano accanto a Carola Rackete sulla SeaWatch), e lo stesso Matteo Renzi alla fine della mattinata aveva twittato: «La Ocean Viking va fatta sbarcare subito, non si tengono le persone in mezzo al mare». Posizione inconciliabile con quella di Di Maio, ma questo Renzi lo sapeva bene mentre scriveva il tweet: perché nel governo è già ricominciata la corsa a distinguersi dagli alleati, guardando agli elettori.

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