Quando a minacciare il proprietario di una clinica arrivano due fascisti (e nell’inchiesta spunta un consigliere M5s)

di OPEN

Nelle intercettazioni, ma non da indagato, spunta il consigliere laziale del M5s Barillari

Un brutto caso di tentata corruzione, a cui si aggiunge un contorno nero pece. L’inchiesta che ha portato all’arresto di un sindacalista, un carabiniere in servizio all’ispettorato del lavoro, un consulente e alla perquisizione nei confronti di uno degli esponenti più noti del fascismo romano non è molto più di questo.


Come hanno scoperto i carabinieri del reparto operativo di Roma, nel corso di una indagine nei confronti del proprietario di cliniche dei Castelli romani (mediamente noto) Faroni, lo scorso anno si presenta alla sua porta un carabiniere, dell’ispettorato del lavoro, che però ha ricevuto la dritta giusta: una persona, ora indagata per rivelazione del segreto d’ufficio, gli ha detto che l’imprenditore è indagato.

Giuseppe Costantino, allora, si presenta alla sua porta e la mette giù semplice: promette di avere la possibilità di bloccare l’inchiesta giudiziaria avviata dalla procura di Roma se Faroni nominerà come consulente un commercialista suo amico. Al meccanismo di minacce partecipa anche il rappresentante sindacale Andrea Paliani che porta con se, per essere più eloquente, un vecchio personaggio del fascismo romano: Maurizio Boccacci, fondatore del Movimento politico occidentale, gruppo che negli anni ’80 era piuttosto noto.

Paliani e Boccacci del resto sono amici da una vita. Entrambi hanno fatto parte dell’organizzazione più estremista degli anni ’60: Avanguardia nazionale. Paliani era l’autista del leader, Stefano Delle Chiaie morto lo scorso anno dopo una lunga latitanza in Sudamerica (nella foto Boccacci partecipa al funerale).

Faroni rifiuta le minacce e quando l’indagine nei suoi confronti si chiude – ora è a un passo dal rinvio a giudizio – racconta tutto ai pm.

L’indagine permette di riscontrare le minacce fatte a Faroni (a proposito del ruolo di Boccacci il sindacalista e il carabiniere gli avrebbero persino detto che è «pronto a tornare in azione»).

Davide Barillari del movimento 5 stelle al presidio di Via Ardeatina con gli attivisti anti discarica 2 marzo 2013 a Roma ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Ma si spinge un po’ oltre. Intercettando il sindacalista Paliani, procura e carabinieri scoprono che il sindacalista aveva coinvolto anche il consigliere regionale del Movimento cinque stelle Davide Barillari. Non è chiaro quanto consapevole di cosa stava accadendo, Barillari discuteva con Paliani della possibilità di commissariare le note cliniche dei castelli romani.

Sapeva della tentata violenza privata e della concussione o pensava che i gestori non fossero in regola e voleva intervenire? La Procura non ha ancora sciolto il dubbio, ma al momento Barillari non è indagato.

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