Messina, scoperta discarica abusiva vicino alla città: il muro di omertà crolla dopo il pentimento del boss

Un’omertà legata al fatto che i due indagati avessero rapporti con il boss del rione, ora collaboratore di giustizia

A scoprire la maxidiscarica sono stati i finanzieri del comando provinciale di Messina e del reparto operativo aeronavale di Palermo che stanno procedendo al sequestro preventivo di un’area di circa 12mila metri quadri, nel rione Gravitelli, trasformata in discarica abusiva a cielo aperto.

L’inchiesta

Ad essere coinvolte nell’inchiesta delle fiamme gialle, coordinate dalla Procura di Messina, sono ditte e società, registrate persino come onlus, riconducibili a una coppia che lavora nel settore del movimento terra. Con l’aiuto di alcuni complici, ora denunciati, avrebbero illecitamente scaricato una enorme quantità di rifiuti speciali, costituita da materiali di risulta derivanti da attività edili e di sbancamento, in una estesa area privata, priva di autorizzazione.

Vicini alla mafia

La coppia, secondo la Dda di Messina, sarebbe vicina ad ambienti mafiosi: circostanza che spiega perché, pur trovandosi in una zona abitata, la discarica non sia stata mai segnalata dai residenti. Un’omertà legata al timore di ritorsioni visti i rapporti dei due indagati con il boss del rione, ora collaboratore di giustizia.

Cosa c’era nella discarica

L’enorme discarica è stata ricoperta di laterizi, cemento, ceramiche, materiale plastico, vetroresina, residui di gesso, tubazioni, profilati in PVC, frammenti di asfalto, polistirolo, pneumatici e sanitari. I finanzieri hanno sequestrato i mezzi pesanti utilizzati per trasportare e scaricare i rifiuti speciali, mezzi da movimento terra (pale meccaniche ed escavatori) utilizzati per creare le buche che venivano riempite con i rifiuti, poi coperte e livellate.

Molte imprese edili, impegnate in importanti opere di costruzione e ristrutturazione di complessi residenziali, centri commerciali, cliniche private, centri benessere, opere di riqualificazione del territorio (anche connesse all’eliminazione delle baracche di Messina) avrebbero scelto la strada dello smaltimento illegale dei relativi rifiuti.

L’area a ridosso del centro abitato

L’area, che si trova a ridosso della tangenziale di innesto dell’autostrada Messina-Catania e nelle vicinanze del centro abitato, è stata gravemente danneggiata: scomparso un intero strato montuoso, fino a 5 anni fa coperto da una fitta vegetazione, con gravi conseguenze per l’equilibrio idrogeologico.

«Un’eventuale alluvione facilitata nella sua forza distruttiva da discariche abusive realizzate a monte di antichi torrenti, potrebbe agevolmente provocare fenomeni disastrosi, come di recente accaduto. Nell’ottobre del 2009, nei villaggi a sud di Messina, Giampilieri su tutti, persero la vita 37 cittadini di quei centri» hanno scritto gli inquirenti.

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