L’appello del papà del ricercatore ucciso a Londra: «Jack combatteva l’odio, non strumentalizzate la sua morte»

Il padre di Jack Merritt, vittima dell’attacco a London Bridge di venerdì scorso, ha scritto una lettera aperta per fermare la strumentalizzazione della morte del figlio per diffondere paura e odio

«Jack era orgoglioso. Jack aveva un’intelligenza che assorbiva tutto. Jack era orgogliosamente leale. Jack amava la musica, l’arte, mangiare con la famiglia e bere più di una pinta di birra con gli amici. Oh, e nel caso non l’aveste ancora realizzato… era anche maledettamente bello». 

Con queste parole pubblicate sul Guardian Dave Merritt, padre di Jack Merritt, il 25enne morto a seguito dell’attacco avvenuto lo scorso 29 novembre sul London Bridge, ha lanciato durissime accuse contro la politica dell’odio e contro la strumentalizzazione da parte dei politici della morte del figlio. 

Jack Merritt, laureato in criminologia all’università di Cambridge lavorava nell’ambito della riabilitazione dei detenuti, «era arrabbiato – scrive il padre – perché vedeva la nostra società fallire verso le necessità dei più bisognosi».

Jack Merritt era «frustrato perché l’élite politica ha dimenticato quanto sia importante essere equi. Jack era totalmente dedito a rendere le le cose giuste in ogni attimo della sua vita», prosegue il padre Dave. 

Ed è per queste ragioni che «Jack, se potesse commentare la propria morte – e il tragico incidente – sarebbe livido dalla rabbia nel vedere la sua morte, e la sua vita, usate per perpetuare un’agenda di odio che ha sempre combattuto, dando tutto se stesso».

«Jack – scrive ancora il padre – avrebbe desiderato che quanto successo ci avrebbe fatto comprendere quanto accade dietro a quelle porte di cui buttiamo la chiave e dove ci si concentra sulla riabilitazione, non sulla vendetta. Jack credeva nella bontà intrinseca dell’umanità, e sentiva la profonda responsabilità sociale di proteggerla».

E infine l’appello del padre di Merritt, rivolto sia alla politica sia alla società civile: «Prendiamo in prestito la sua intelligenza, proseguiamo nella sua direzione, sentiamo la sua passione, bruciamo della sua rabbia e spegniamo l’odio con la sua gentilezza. Non abbandoniamo la sua lotta. A Jack Merritt, ora e per sempre».

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