Chiusa la Torre Eiffel: ancora scioperi a Parigi

L’iniziativa parte di una rete di proteste e manifestazioni contro la riforma delle pensioni di Macron

Sciopero nazionale, dimostrazioni a Parigi, 254 tra marce e raduni in tutto il paese per la giornata di oggi, 4 dicembre. Il periodo di turbolenza della Francia si prolunga, coinvolgendo perfino i monumenti più simbolici: anche i dipendenti della Torre Eiffel scioperano, unendosi alla grande manifestazione sindacale della capitale – con loro ci saranno anche, insegnanti, studenti, personale medico e forze dell’ordine non in servizio. Oltre alla Torre, quindi, chiuse anche le scuole e immobilizzato il trasporto che è fermo al 90%.


È il più grande sciopero del settore pubblico dal 1995: il 5 dicembre di quell’anno la protesta di piazza fece cadere il governo Juppè. Anche in quel caso, la ragione della rabbia e del malumore dei cittadini francesci era una riforma pensonistica. Quella di Macron, elemento fondamentale della sua presidenza, andrebbe ad accorpare 42 regimi pensionistici statali in uno, ma i sindacati trovano che il sistema preveda troppe approssimazioni e penalizzi i lavori pesanti.

Gli scioperi di oggi non sono legati al movimento dei gilet gialli, che ha duramente segnato le strade parigini. Ciononostante, alcuni membri del movimento hanno comunicato che offriranno il loro supporto agli scioperanti. Presenza record di polizia durante la manifestazione nella capitale (sono arrivati 6 mila agenti extra da fuori Parigi), negozi, bar, ristoranti e parcheggi chiusi sul percorso di marcia, che lascerà Gare de l’Est alle 2 per concludersi a Place de la Nation.

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