Al Senato l’ultima battaglia è sulla Cannabis. Casellati replica al M5s: «La scelta è tecnica, non politica»

Il Movimento teme che Casellati sia portata a fare un giudizio politico e non tecnico sull’emendamento e chiede dunque alla presidente “imparzialità”

Non bastava lo scontro sui tempi dell’approvazione della Manovra, adesso a rendere ancora più teso un clima già segnato da nervosismi è la battaglia tra alcune correnti della maggioranza e l’opposizione sul tema della cannabis light.

L’emendamento a firma M5s è stato approvato in commissione e liberalizza la vendita della canapa con un limite di Thc al 0,5%. Ma le opposizioni hanno subito attaccato la norma, parlando di «legalizzazione delle droghe leggere». Forza Italia ha già annunciato battaglia al Senato. Ed è qui che si concentra proprio l’ultimo atto dello scontro.

Questa mattina, 15 dicembre, è arrivato l’altolà del M5s a una forzista di spicco: la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Il Movimento teme che Casellati sia portata a fare un giudizio politico e non tecnico sull’emendamento e chiede dunque alla presidente “imparzialità”.

«Il governo sta lavorando alla chiusura del maxi emendamento così come approvato dal Senato. Rispettiamo la Carta e le procedure previste, ciononostante su alcuni emendamenti specifici già passati in manovra come ad esempio la canapa, ci auguriamo non vi sia da parte della Presidenza del Senato alcuna mannaia di natura politica in relazione alla valutazione dell’ammissibilità che invece dovrebbe essere puramente tecnica. In tal caso sarebbe grave. Chiediamo terzietà», chiedono fonti del M5s.

In serata, dal Senato è arrivata la replica. «Il presidente del Senato, così come la terzietà connaturata al suo ruolo impone, per l’ammissibilità degli emendamenti non entra mai nel merito dei provvedimenti ma si limita a valutarne esclusivamente gli aspetti tecnici», si legge in una nota dell’ufficio stampa di Palazzo Madama.

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